Date al cesareo… (prima parte)

– Guardi, signora, ho quasi deciso, anzi ho praticamente deciso di cesarizzarla.

– Cesa… COSA? Ma che parola è? Avete sempre detto “fare il cesareo”, CESARIZZARE??? Non vorrà mica dire che questa volta fate sul serio? Io non sono pronta.

– Non mi guardi così, signora. La pressione non è uno scherzo. Il suo bambino prima lo tiriamo fuori, meglio è.

– E’ una bambina.

– Ho già richiamato la squadra della sala operatoria. Infermieri, preparate la paziente.

– MA IO NON SONO PRONTA, nemmeno se mi preparano, non sono pronta nemmeno preparata. Sono spreparata. Nessuno mi può preparizzare in questo momento, NESSUNO. Dottoressa, e poi…lei dimentica un dettaglio non indifferente, in questo giorno cruciale della mia vita…non posso, non devo… sono sola!

– Suo marito non la può raggiungere?

– No! Pensi che si trova a 300 km da qui, non arriverà mai in tempo! Non potete farmi questo mentre sono qui DA SOLA! Nessun futuro padre a tenermi la mano come in televisione. Nessun uomo che faccia forza ad una povera donna in difficoltà.

– E i suoi genitori? Può chiamare i suoi genitori.

– I miei genitori? I miei genitori sono anziani. Farli guidare fino a qui alle 11 di notte non è prudente, e se li chiamo adesso potrebbero spaventarsi… e poi i miei genitori non è la stessa cosa, io ho fatto il corso preparto, mica si parlava di genitori, sa, il padre, la presenza del padre…

– Signora Timotea, mi segua.

– Infermiera, non sono pronta!

– Deve andare in bagno? Vada, vada, abbiamo ancora qualche minuto.

– Ecco sì, mi devo fare la doccia, mi devo lavare, e lei capisce che con questa pancia, in queste condizioni non sarà roba di un minuto…!

– La aspettiamo, la aspettiamo. Neanche la squadra della operatoria è ancora pronta.

……………………………………………

– Pronta?

– Non proprio, ma ho la camicia per il parto… quella carina, rosa, con i bottoni sul davanti…

– Venga con noi, ci segua. Adesso si spogli.

– E la camicia da notte…???

– Che problema c’è? Gliela diamo noi la camicia per la sala operatoria. Dia qua. Gliela mettiamo nel suo armadietto. Dia! Salga sul lettino. Ecco. Scivoli in basso, di più, di più, DI PIU’ come per le visite ginecologiche.

– Ehm, vede, anche lì non sono mai stata molto collaborativa.

– Apra bene che adesso le facciamo barba e capelli!

– Meno male che c’è lei così simpatica…

– Gervasio, tu le metti la farfallina intanto io le inserisco il catetere. Signora, le hanno mai inserito un catetere?

– No… senta e questa cosa della farfallina?

– Niente di grave, servirà per la flebo. Si rilassi, aspetti, Gervasio ce la fai?

– Tutto sotto controllo, Cesira.

– Non sentirà quasi nulla, adesso inserisco… ehhhhh fatto!

– Dio mio! Peggio della cistite, peggio di… ahi la mano!… ehm… infermiere, INFERMIERE!

– Sì?

– Non vorrei disturbarla, magari sarà normale, sto bagnando di sangue il pavimento! Dalla farfallina…

– Azzarola! Non me ne ero accorto. Almeno siamo sicuri che l’ago sia in vena, eh!

– Che allegria… Ehm, però, la pozza…

– Come?

– Il sangue. Il sangue sul pavimento. Non dovrebbe asciugarlo?

– Cessu! Non lo avevo visto, Cesira, passami la carta… ecco fatto, fatto, era solo qualche goccia! Già gliene rimane di sangue, signora!

– Mi immagino quanto me ne lasceranno, dopo avermi squartato sul banco del macellaio, fatta a pezzi, ridotta in brandelli!

– Come?

– Nulla, nulla. Ma… è proprio deciso? Non si può rimandare? Un ultimo desiderio.

– Sala operatoria pronta. Scendiamo, Gervasio.

– NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOoooooooooooo

– Come sarebbe, Cesira, che scendiamo? Non vengono loro a prendersela?

– oooooooooooooooooo (pure l’infermiere deficiente mi doveva capitare???) oooooooooo

– Non ti ricordi? Cesareo programmato vengono loro, cesareo d’urgenza andiamo noi.

– Ahhhhh, ora capisco.

– Infermiera, sono un’urgenza?

– Sì. Cioè, stia tranquilla, tecnicamente lei è un’urgenza, ma praticamente… vede… è la pressione, se non fosse per la pressione…

– La paziente gestotica?

– Sì, dottoressa, la portiamo in sala operatoria.

– Gestotica? Ho sentito gestotica? Gestosi? Alla fine ho la gestosi?

– Signora Timotea, non si agiti tanto, tra l’altro è peggio per la sua pressione. E’ una cosa abbastanza comune, con la pressione così alta i medici non se la sentono di rischiare.

– Vedrà, signora, come le scende in sala operatoria!

– Gervasio!

– Cosa? Le scende, le scende. Appena le fanno la spinale. Fiuuuu, pressione a terra. Ma su, faccia un sorriso! Tra pochissimo vedrà il suo bambino!

– E’ una bambina. E gradirei meno gaiezza in una situazione simile.. tra pochissimo quanto? Quanto dura? Quanto dovrò rimanere sotto le mani del macellaio?

– Quanto, Cesira? Venti minuti?

– Più o meno… si sdrai, signora, ce la fa?

– La pancia mi soffoca, non sono sicura di resistere a lungo… Stiamo scendendo? Non possiamo evitare questo punto di vista da ultimi minuti di un condannato a morte? Il soffitto dell’ascensore, i muri sporchi. Il sotterraneo. Una bella metafora, direi, nel sotterraneo. Proprio nel sotterraneo deve succedere. Ipertensione: seconda causa di mortalità materna in gravidanza. Può causare distacco di placenta, emorragia cerebrale, insufficienza epatica e renale. Distacco della placenta: può causare forti emorragie, pericolose per madre e bambino. Emorragia cerebrale…

– Ecco la futura mamma! E’ arrivata, è arrivata la paziente. Cosa abbiamo qui? Proteinuria, ipertensione… Perché quella faccia? Preoccupata?

– Veda lei…

– Adesso risolviamo tutto, pochi minuti e vedrà finalmente il suo bambino.

– E’ una bambina.

– Io lo sapevo, me lo sentivo oggi. Praticamente ero già sulle scale di casa…

– Questo succede a dare la disponibilità.

– Chi c’è di turno?

– La dottoressa Macciotti.

– Allora più che un’intuizione, era una certezza.

– Signora, tutto ok? Sta bene?

– No.

– Come no? Cosa c’è?

– Preferirei non essere qui.

– Eh lo so, il cesareo può essere una delusione. Tutte vorremmo partorire in maniera spontanea.

– Io proprio non vorrei partorire. Non avevo realizzato prima d’ora, che il momento sarebbe venuto e che non sarei stata pronta.

– Mi dia la mano e sorrida. Io sono l’anestesista…

– LEI???? Ma ce li ha 18 anni? Mi hanno mandato la stagista del primario????

– Questo è il mio collega che le farà qualche domanda e poi dovrà firmare la liberatoria.

– Giustro per capire quanto siete sicuri che andrà tutto bene…

– Buona sera, sono Antonio. Ora le farò qualche domanda e poi saremo pronti.

– OK.

– Ha mai fatto l’anestesia?

– No.

– E’ allergica a qualche sostanza?

– No.

– Bene.

– Che io sappia, non essendo mai stata operata….

– Adesso firmi qui.

– FINITO??? E questa sarebbe la visita anestesiologica? Veramente accurata! ASSASSINI!

seconda parte

Annunci

Racconto di Natale

La giovane alunna si avvicinò alla cattedra con fare misterioso, poi allungò verso il professore una pacchetto avvolto in carta riciclata, chiuso da un nastro improvvisato.

– Questo è per lei, prof, da parte nostra.

Il professore alzò lo sguardo dal registro e il suo viso si illuminò di sana gioia natalizia.

– Grazie! Ma che carini! Aspetta che lo apro… UN CD! BELLO!

– Abbiamo pensato a lei quando lo abbiamo visto, abbiamo detto, questa è musica che potrebbe piacere al prof.

– Beh, avete fatto bene, infatti mi piace, grazie di nuovo.

La giovane alunna tardava a tornare al suo posto. Il professore la fissò per un attimo, mentre si contorceva in apparente imbarazzo.

– Che c’è?

– Eh, le dovevamo dire una cosa…

– Dimmi!

– Ehm…

– Parla! E cosa sarà mai?

– Ce lo avevamo doppio.

– E allora? Potevate darlo a chiunque, invece lo avete dato a me.

– Era in regalo con un giornale…

– Olga, non c’era bisogno di dirlo, so leggere anche da solo: “in omaggio con Repubblica, vietata la vendita”.