Digressione

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simonaio

Lezione di inglese GRATIS

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Corsi di inglese online cosa sono e come funzionano

I corsi di inglese online con skype sono semplici da seguire perché tutti i materiali usati sono comodamente raggiungibili con un click.

L’insegnante organizza i materiali, li riordina e li presenta durante la lezione.

Avrete l’opportunità di parlare, di ascoltare, di scrivere e di svolgere esercizi di vario tipo, interagendo con l’insegnante e con gli altri studenti della classe.

Come esempio la prima lezione principianti

1. Hello everybody!
Obiettivi:
salutare in maniera formale e informale
1. salutare e chiedere come stai http://www.helping-you-learn-english.com (ascoltare, ripetere, parlare)

  • hi
  • hello
  • good morning
  • good afternoon
  • good evening
  • how are you
  • I’m fine/tired/hungry/cold
  • How is it going? It’s going great/ok/good
  • bye
  • see you later
  • goodbye
  • see you soon

2. incontrarsi e salutare http://www.tolearnenglish.com
(saluti formali e informali + un esercizio di completamento)

  • good morning
  • good afternoon
  • nice to meet you
  • how are you? Fine tanks, how about you?
  • Have a nice day/evening/weekend.
  • Hi, how are you doing?
  • I’m good/ok…how about you?’
  • Take care/take it easy.

3. video lezione di EnglishMeeting su youtube (particolare attenzione è data all’intonazione)

  • hi/hello/hey/yo
  • How are you?
  • How is it going?
  • How’ve you been?
  • What’s new?
  • What’s up?
  • What’s going on?
  • Good morning
  • Good afternoon
  • Good evening

Dialogue 1 (esempio di dialogo da recitare in coppia, gli studenti sono invitati a produrne di nuovi sullo stesso schema)
– Hi … good morning!
– Good morning …. How are you?
– I’m fine, thank you. How about you?
– I’m ok. Have a nice day!
– You too. Goodbye!
– Bye!
4. tabella riassuntiva su salutare e rispondere in maniera formale e informale
5. una canzone  http://www.englishexercises.org (Beatles – Hello, Goodbye + 2 esercizi)
You say “Yes”, I say “No”.
You say “Stop” and I say “Go, go, go”.
Oh no.
You say “Goodbye” and I say “Hello, hello, hello”.
I don’t know why you say “Goodbye”, I say “Hello, hello, hello”.
I don’t know why you say goodbye, I say hello.
I say “High”, you say “Low”.
You say “Why?” And I say “I don’t know”.
Oh no.
You say “Goodbye” and I say “Hello, hello, hello”.
I don’t know why you say “Goodbye”, I say “Hello, hello, hello”.
(Hello, goodbye, hello, goodbye. Hello, goodbye.)
I don’t know why you say “Goodbye”, I say “Hello”.
(Hello, goodbye, hello, goodbye. Hello, goodbye. Hello, goodbye.)
Why, why, why, why, why, why, do you
Say “Goodbye, goodbye, bye, bye”.
Oh no.

 

Corsi di inglese con skype

CORSI DI INGLESE british flag ONLINE CON SKYPE my picture

I corsi di inglese online ti permettono di imparare l’inglese o di migliorarlo comodamente da casa tua.

Tutto ciò di cui hai bisogno è un
– una connessione internet
– set cuffia microfono (non necessario se si ha un portatile)
Skype, programma gratuito scaricabile da qui

I livelli
i corsi sono di due livelli

principianti (20 lezioni da 45 min)

  • salutare e presentarsi;
  • le professioni;
  • il tempo libero;
  • dire ciò che ci piace;
  • dire che cosa si sa fare e non si sa fare;
  • raccontare avvenimenti al passato;
  • parlare del futuro;

intermedio (20 lezioni da 45 min)

  • presentarsi;
  • parlare di sé, gusti, interessi, professione etc;
  • raccontare la propria giornata;
  • raccontare avvenimenti passati;
  • parlare del futuro, fare previsioni;
  • fare ipotesi.

I costi
Un corso di 20 lezioni costa 100€

Le classi
le classi prevedono un numero minimo di 3 studenti e un numero massimo di 5, per garantire una partecipazione soddisfacente a tutti.

I materiali
sono forniti gratuitamente dall’insegnante e sono in parte risorse online.

Il calendario dei corsi
corso principianti:
– dal lunedì al venerdì dalle ore 20 alle 20 e 45 da lunedì 23 luglio fino ad esaurimento delle lezioni
corso intermedio
– dal lunedì al venerdì dalle ore 21 alle ore 21 e 45 da lunedì 23 luglio fino ad esaurimento delle lezioni

giorni e orari SONO modificabili a seconda delle esigenze, se sarà possibile formare gruppi di almeno 3 persone

rispondendo a questa email specifica quali giorni della settimana e quale orario preferisci (anche diverso da quello specificato nel calendario dei corsi)

per maggiori informazioni, programmi più dettagliati, chiarimenti etc non esitare a CONTATTARMI

La lingua madre, quel demone dentro di voi.

Come ho scritto in un post di qualche giorno fa, i prof di inglese modernisti, detestano tutto quello che non è inglese. In quest’altro post potete leggere alcune delle loro ragioni.
Il loro accanimento può spingersi fino al punto da farvi temere di essere veramente abitati da uno spirito maligno, che alberga dentro di voi con l’unico scopo di far fallire tutti gli sforzi del vostro prof-esorcista: la vostra lingua madre.
Tra i campioni del metodo di meno è di più, che trovate descritto sempre nei suddetti post, annoveriamo i prof di inglese, di lingua madre inglese che insegnano in Inghilterra. Sono loro, credo, i maggiori esorcisti-anti-lingua-madre-che-non-sia-l’inglese del nostro pianeta.
La formazione di questi sacerdoti dell’inglese avviene probabilmente in corsi durante i quali tutte le interferenze linguistiche vengono sanzionate con terribili punizioni corporali, non si spiegherebbe altrimenti l’ inflessibilità con cui applicano la regole del di meno è di più, nonostante siano costretti ai più impervi equilibrismi linguistici . Ma, voi direte, se sono inglesi, di quali interferenze linguistiche potrebbero cadere vittime?
Vi racconto un episodio della mia lunga esistenza di disperata apprendente di lingue straniere abitata da una pervicace lingua materna, alle prese con uno dei tanti prof-esorcisti, disseminati per il territorio britannico.
Avevo pochi anni di studio dell’inglese e mi trovavo a Londra, per un corso di lingua estivo. Essendo io una studentessa italiana, grammatica e comprensione del testo mi facevano un baffo, per cui superai il test SCRITTO di ingresso con una votazione drammaticamente superiore al mio reale livello di conoscenza della lingua orale. Nessuno si preoccupò di testare il mio inglese parlato, dando per scontato che la conoscenza dei passati irregolari spalanchi le porte di un corso intermedio-avanzato.
Inutile dire che ero la palla al piede della classe, e che, per non rallentare ancora di più le lezioni, cercavo di cavarmela aiutandomi con il mio mini-dizionario salva vita bilingue italiano/inglese, inglese/italiano. E stava andando tutto bene, fino a quando il mio prof-esorcista non si accorse della presenza di questo oggetto del demonio nel suo sacro regno, e mi intimò di farlo sparire al più presto, prima che lo incenerisse lui personalmente, con il solo potere dello sguardo.
– Mia cara, mi disse dopo aver ritrovato la calma e essersi assicurato che il libriccino maligno fosse veramente sparito, se non capisci una parola, basta che me lo dici, e io te la spiego!
– In inglese?
– IN INGLESE, OVVIAMENTE, IN INGLESE, mia cara, piccola miscredente, che cosa credi che ci stia a fare io qui?
Far cambiare idea a certi personaggi è più che difficile, è semplicemente impossibile, perché essi possiedono qualcosa che a noi purtroppo manca, e non solo una lingua abituata al th dalla nascita, loro possiedono LA FEDE, che consiste ,come dice Bertrand Russell, “in una convinzione che non tentenna di fronte ad evidenze contrarie.”
E quali sono queste evidenze contrarie? Lo avete mai visto uno di questi teacher sudare e gesticolare come un pazzo nel tentativo di spiegarvi un vocabolo che non conoscete? Può passare minuti del preziosissimo tempo pagato ORO da tutti i corsisti (che loro tra l’altro la sanno dalla seconda elementare quella parola, perché nelle loro nazioni l’inglese si insegna seriamente) esibendosi in virtuosismi linguistici e interpretativi, disegnando alla lavagna schemi, sciorinando titoli di canzoni, poesie, film, arrampicandosi sugli impervi terreni dei sinonimi e dei contrari, e sempre con sulla faccia quello sguardo fiducioso di chi SA che all’improvviso la tua mente si illuminerà e tu finalmente capirai, e chi i suoi sforzi non saranno stati vani. E tu cosa fai? Continui a non capire! Ti ostini, e i tuoi colleghi vorrebbero ammazzarti, siamo solo alla prima riga del secondo esercizio e tu hai già chiesto il significato di TRE parole, e se andiamo avanti di questo passo, non arriveremo nemmeno alla terza frase prima della fine della lezione.
Torniamo al mio corso estivo intermedio avanzato a Londra. La parola incriminata era “witness” (please non giudicate ho fatto il classico io!) ricordo che un’altra parola che tornava ostinatamente nella spiegazione del mio prof-esorcista era “trial”, ma a me poco diceva una, e niente diceva l’altra. E in più erano mischiate in una valanga di altre parole incomprensibili, di gesti sempre più convulsi, di imitazioni, che oggi credo che fossero quelle di un giudice britannico, rigido e imparruccato.
A fianco a me una bella ragazza francese mordeva la penna nervosamente, ma alé uh là là, ma cette fille non capisc propr nient! Spazientita si volta verso di me e mi sussura: témoin.
Finalmente il mio viso si illumina dell’espressione tanto attesa e abbandona quella di totale idiota senza speranza che aveva assunto con rassegnazione fino a quel momento. Il mio prof-esorcista (ignaro di ospitare nella sua classe une diablesse travestita da bella parigina) si illumina di sollievo e i miei compagni ritrovano la posizione seduta, dopo essere scivolati quasi fino a terra per l’esasperazione.
Tutto qui? “Testimone” vuol dire? Che se me lo cercavo da sola ci mettevo 30 secondi e si andava avanti! E adesso invece come la mettiamo? Vale la traduzione in francese? Oppure per colpa di questa interferenza la parola “witness” sarà per sempre espulsa dal mio vocabolario attivo? A voi non sembra un’emerita stupidaggine che tentenna, e non solo, di fronte ad evidenze contrarie? Ecco se avete la fede, come dice Russell quando l’evidenza contraria fa sorgere dubbi, “riterrete virtuoso credere di doverli sopprimere.”
Ma ciò che rende questa situazione ancora più paradossale è quello che appresi qualche tempo dopo, in uno di quei locali in cui la sera dopo i corsi si incontrano liberamente studenti e professori. Il mio inflessibile prof parlava perfettamente sei lingue tra cui l’italiano, e le usava con maestria per conversare amabilmente soprattutto con le ragazze carine di tutti i continenti.
Questa sua sorprendente abilità acquisita in anni di soggiorni all’estero come insegnante di inglese, questo dono di Dio, questo strumento che lo avrebbe potuto rendere il nostro prof magico, che ci avrebbe potuto aiutare a velocizzare a sciogliere i nodi e a progredire velocemente nel nostro apprendimento, quest’uomo che poteva trasformare le sue lezioni in occasioni uniche di scambio e di condivisione di lingue diverse, tra l’altro caso rarissimo per uno nato in Inghilterra, aveva deciso per atto di fede, che il suo molto di più era in realtà un molto di meno, e che in presenza dei suoi apprendenti si sarebbe trasformato in un perfetto monolingue, ovvero si sarebbe mutilato delle sue altre abilità linguistiche. Salvo poi tirarle fuori a sorpresa per abbordare nei bar!

E’ online il sito di Ingliscprof

E’ online da qualche giorno il mio sito, non ho ancora scritto un post a riguardo perché non tutte le pagine erano complete, non lo sono neanche ora… cioè mi manca solo la pagina delle lezioni, che siccome mi prenderà un po’ di tempo, ho deciso di lasciare così per ora.
Nel frattempo potete cominciare a consultare le altre sezioni, che sto arricchendo di ora in ora.
La pagina degli esercizi;
quella della grammatica;
la pagina delle canzoni;
la pagina dei video;
la pagina dei link siti di inglese scelti per voi;
e infine la pagina dei materiali didattici;

il sito è appena nato quindi non ci trovate tantissimo, ma è mia intenzione pubbilcare ogni giorno qualcosa di nuovo. Quindi seguitemi e contattatemi per qualsiasi richiesta, domanda, o curiosità.

Se siete invece interessati a delle lezioni online, leggete le pagine su di me e sui corsi
homepage
chi sono
dicono di me
corsi online
offerte
Grazie,
Ingliscprof

Past Simple e Present perfect a confronto.

Visita il sito di ingliscprof per esercizi, grammatica, materiali e molto altro

In ogni cultura scolastica ci sono argomenti ostici che ogni affiliato conosce, o meglio, di cui ogni apprendente, chiamiamoci così, conosce l’esistenza.
Prendiamo come esempio la celeberrima perifrastica passiva, recentemente citata in uno spot della Tim da un’improbabile prof interpretata da Belen Rodriguez. Chi di noi ha studiato latino (non Belen di sicuro) solo al sentirla nominare comincia a provare un certo disagio.
Per chi studia inglese, lo stesso effetto fastidioso, è prodotto dal confronto tra i due tempi del passato più usati: il Past Simple e il Present Perfect, appunto.

Ora, non che io conosca una soluzione semplice per farvi imparare quando usare l’uno e quando l’altro (ma poi, io lo so veramente???) ho ugualmente deciso di contribuire allo sforzo di tanti che sul web cercano di fare un po’ di chiarezza in questa giungla infame.

Prerequisiti per capire questa lezione: conoscere la forma dei due tempi.
Cominciamo col definire prima di tutto l’uso del Past Simple.

1. Regola che sembra mettervi in una botte di ferro ma che presenta almeno una fregatura (leggete attentamente il punto c ): usatelo per azioni completate nel passato in un tempo definito.

a) è presente un’espressione di tempo (qui non vi sbagliate mai, baciate i prof che vi mettono solo questo caso negli esercizi!)
I met him yesterday.
Pasteur died in 1895.
b) si chiede in che momento/giorno/periodo si è verificato un determinato fatto
When did you meet him?
c) ora una sottigliezza, quindi più attenzione: è chiaro che l’azione si è svolta in un tempo definito anche se il tempo NON è MENZIONATO. E qui vi voglio ragazzi miei, già mi immagino, con il teschio in mano: è chiaro o non è chiaro che l’azione si è svolta in un tempo definito? Questo è il dilemma. Vediamo qualche esempio di persone più titolate di noi che giurano che si tratta di azioni che si sono svolte in un tempo definito, anche se il tempo non è menzionato.
The train was ten minutes late.
How did you get your present job.
I bought this car in Montreal.
d) Spesso in uno scambio di battute, si parte da un tempo indefinito e si arriva a definirlo, e quindi di conseguenza si passa dal Present Perfect al Past Simple, in corso d’opera. Di solito riconoscete il caso, se nell’esercizio proposto è presente un dialogo come il seguente:
Where have you been? (tempo indefinito, Present Perfect)
I’ve been to the opera. (tempo indefinito, Present Perfect)
Did you enjoy it? (Il tempo si è definito, passo al Simple Past))
2. Usatelo anche quando il tempo non è menzionato, se  siete sicuri che (a) l’azione ha occupato un lasso di tempo ormai finito, o (b) si è verificata in un momento di un lasso di tempo ormai finito. Vi gira un po’ la testa? Raccoglietevi in meditazione per un paio di minuti e dedicate un insulto a tutti quelli che vi hanno sempre deriso nei vostri sforzi di apprendenti della lingua inglese con affermazioni del tipo “MA L’INGLESE E’ FACILE!” Tiè! Questo è per voi.
Ora quanche esempio per chiarire il giro di parole above.
a) Lasso di tempo conclusosi.
– He worked in that bank for four years.
(Ha lavorato in quella banca per quattro anni) lasso di tempo ormai conclusosi. Che si è concluso lo capite dal fatto che ho usato il Past Simple, lo so, osservazione tautologica, ma vi sarà più chiara in seguito quando passeremo al confronto tra i due tempi verbali.
(b) Momento preciso di un lasso di tempo conclusosi.
My grandmother once saw Queen Victoria. Siccome la Queen Victoria è passata a miglior vita da tempo, (e spero che quella deceduta non sia invece la povera nonna dell’autore dell’esempio, anche se da un rapido controllo delle date mi sa che anche la nonna non è più tra noi ) si tratta appunto di un’azione verificatasi in un momento preciso di un lasso di tempo ormai conclusosi, la vita della pur longeva regina, a voler essere ottimisti.

Continuiamo definendo l’uso del Present Perfect.

Spesso per semplificare le cose i prof risolvono il problema con questa semplicissima, ma bastardissima affermazione, dalla quale vi sentirete presi per i fondelli per tutta la vita, se non smetterete prima di praticare l’inglese: usate il Past Simple per le azioni che si sono concluse e il Present Perfect per quelle che NON si sono ancora concluse. Bello, dice uno. Che cosa me li studio a fare allora? Ecco come prendersi un bel 3 al successivo compito in classe. Comincio quindi la sfilza di regole con una palese negazione della regola succitata.

1. Usatelo quando nella frase c’è just per un’azione che si è conclusa di recente.

– He has just gone out.

E adesso vi faccio capire anche meglio perché la regolina facile facile dei nostri cari prof, che devono essere i parenti laureati in lingue di quelli dell’ INGLESE FACILE, è una grande fregatura. La stessa cosa che ho appena detto usando il Present Perfect sul fatto che il tipo è appena uscito, la devo dire usando il Simple Past se decido di menzionare quanto tempo fa il tipo è appena uscito, ovvero: he went out a few minutes ago. Come vedete dal punto di vista concettuale e persino temporale le due frasi sono identiche, ciò che le rende diverse è la presenza di quel just. Quindi cercate di ficcarvelo bene in testa così: che cosa mi ha messo il prof nella frase per fregarmi e potermi poi dire: ma non lo hai visto questo deficiente? Mi ha messo un just? Allora sicuro che ci sbatto un bel Present Perfect e glielo faccio vedere io a quello!

2. Quasi l’esatto opposto della regola numero 1 del Past Simple: si può usare il Present Perfect per azioni passate quando il tempo NON è definito. La regola va comunque meglio precisata.

a) per azioni recenti quando il tempo non è menzionato. Ma, direte voi, se non è menzionato come faccio io a sapere che è recente? Qui si va di contesto o di aiutino.

– Di contesto: I have read the instructions, but I don’t understand them. Se non le capisco adesso probabilmente ho appena finito di leggerle.

– Di aiutino: have you had breakfast? No I haven’t had it yet. La presenza di yet nella risposta(no, non l’ho ancora fatta), vi illumina sul fatto che la domanda precedente è stata posta sicuramente in un tempo vicino a quello previsto per la colazione del nostro.

b) per azioni finite di recente ma che hanno dei risultati nel presente. Anche qui si va di interpretazione, e dovete farvi aiutare dal contesto.

Tom is in hospital. He has had a bad crash. L’essere in ospedale è conseguenza del recente incidente di Tom.

3. Si usa il Present Perfect per azioni che si svolgono in un periodo di tempo non finito.  Sembra facile, ma anche questa volta bisogna prestare attenzione al contesto e a tutti gli elementi temporali che ci sono offerti nelle frasi proposte. Perché, per esempio, se io sono inglese e dico una cosa semplice semplice come “stamattina” (this morning) prima di continuare la frase e scegliere che verbo usare per informare il mio interlocutore dell’azione che ho compiuto, mi tocca guardare l’orologio per vedere se è ancora mattina (Present Perfect) o se è già scoccato il mezzogiorno, cosa che mi obbligherebbe tassativamente a usare il Past Simple. E non chiedetemi che cosa se è mezzogiorno in punto, per favore!

a) un periodo incompleto di tempo può essere indicato da: this morning/afternoon/month etc

– (at 4 p.m.) I haven’t seen Tom this afternoon.

b) un periodo incompleto di tempo può essere indicato anche dalla presenza di lately o recently. Si tratta dunque di due parole la cui presenza deve far scattare l’idea di Present Perfect.

There have been some changes recently/lately.

c) un periodo incompleto di tempo più ever, never, always, occasionally, often, several times, since.

Have you ever fallen off a horse? L’uso del Present Perfect in questa frase implica che la persona alla quale si è chiesto se è mai caduto da cavallo, va ancora a cavallo. Quindi il tempo per lui di andare a cavallo non si è ancora concluso (Il mio si è concluso quasi tragicamente molto tempo fa).

I haven’t seen him since November.

– They’ve always answered my letters.

This is the best wine I have ever drunk. (Costruzione tipica che è bene ricordarsi)

4. Il Present Perfect è usato anche per azioni che durano da un certo periodo di tempo e sono a) ancora in svolgimento, b)si concludono nel momento in cui si parla.

a) l’azione comincia nel passato e continua oltre il presente:

He has been in the army for two years. (è ancora nell’esercito)

We have waited all day. (stiamo ancora aspettando)

b) l’azione si conclude nel momento in cui si parla:

I haven’t see you for ages. (è da tanto che non ti vedo, ma ti sto vendendo adesso).

Dopo questa “rapida” introduzione possiamo passare al confronto tra i due verbi.

Present Perfect Past Simple
He has worked in that bank for four years.Lavora in quella banca da quattro anni. Da notare che in italiano usiamo il presente per tradurre questa frase, anche se istintivamente useremmo (almeno io lo userei) il passato prossimo. He worked in that bank for four years.Ha lavorato in quella banca per quattro anni. Ma adesso non ci lavora più
I’ve washed the car.Ho lavato la macchina. È ancora pulita. I washed the car. L’ho lavata sì, ma probabilmente è di nuovo sporca.
I have seen wolves in that forest.Ho visto dei lupi in quel bosco e so che è ancora possibile vederli. Quindi occhio! I saw wolves in that forest.Ho visto dei lupi in quel bosco. Ma adesso non ci sono più.
John Smith has written a number of short stories.John è ancora vivo. John Smith wrote a number of short stories.John non è più in vita.
Tom has rung up three times this morning.È ancora mattina. Tom rung up three times this morning.Non è più mattina.
It is three years since I have seen Bill.Sono tre anni che non vedo Bill. I last saw Bill three years ago.Ho visto Bill tre anni fa. Tempo definito. In generale le frasi con ago, necessitano del Past Simple.

Tutti gli esempi sono tratti dalla grammatica inglese A Practical English Grammar, edizioni Oxford.

Esercizi

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A lezione di inglese con un film e una canzone: presentarsi e il verbo “live”.

Vi ricordate quella vecchia canzone commovente di Susan Vega?

L’incipit è una vera e propria lezione di inglese della prima unità, quella che di solito si intitola “presentarsi” o qualcosa di simile nei libri di testo.

My name is Luca, I live on the second floor… (mi chiamo Luca, vivo al secondo piano)

Ma c’è anche uno dei miei film preferiti che inizia con una presentazione: American Beauty

My name is Lester Burnham. This is my neighbourhood. This is my street. This is my life. I am 42 years old. In less than a year I will be dead. Of course I don’t know that yet, and in a way, I am dead already. (Mi chiamo Lester Burnham. Questo è il mio quartiere. Questa è la mia via. Questa è la mia vita. Ho 42 anni. In meno di un anno sarò morto…etc)

Tralasciando my name is (il mio nome è, ovvero mi chiamo) che non credo abbia bisogno di spiegazioni, vorrei soffermarmi sul verbo live e sulla dichiarazione dei propri anni.

E’ un errore molto comune tra i principianti dire “I have 42” e non “I am 42”. Ricordatevi che quando dichiarate i vostri anni, veri o presunti che siano, è necessario usare il verbo be (essere), perché in inglese non si possiedono gli anni, ma si è “old” (vecchi) di un certo tanto.

E’ quindi corretto dire:

I’m 42.

I’m 42 years old.

E’ invece scorretto dire:

I have 42

I have 42 years

I am 42 years (dimenticando “old”)

Per quanto riguarda il verbo live ci sono alcune cose da ricordare:

1. significa vivere, abitare.

2. se dovete dire il nome della vostra città, usate la preposizione in. I live in Sisuli.

3. se volete dire il vostro indirizzo senza numero, usate la preposizione in. I live in Pio Pio Road

4. se volete aggiungere anche il numero allora usate at: the English Prime Minister lives at 10 Downing Street.

5. per specificare il piano, come fa my name is Luca, usate la preposizione on: he lives on the second floor.

6. E se per caso la casa del vostro vicino vi fa proprio schifo, potete anche dirgli: you live in a shithole! per poi consigliargli di rivolgersi a questo programma:

A lezione di inglese con i film: Present Perfect

“I have seen one or two things in my life but never, never anything like this.”

Inizia con queste parole il trailer di Eyes Wide Shut, che potremmo tradurre così: ho visto una o due cose nella mia vita ma mai, mai qualcosa del genere.

I have seen è un Present Perfect (present dell’ausiliare have + participio passato del verbo principale), un tempo passato dell’inglese il cui uso può risultare problematico a un parlante italiano, perché? Perché nella nostra testa equivale al passato prossimo, tuttavia gli inglesi usano anche il Simple Past (I saw) dove noi useremo il passato prossimo… e allora che fare?

Ricordate che il Simple Past ha in sé il concetto di tempo finito, azione passata, game over. Ma chi parla è visibilmente ancora in vita, per cui l’uso di un tempo finito con l’espressione “in my life” sarebbe stato in questo caso poco appropriato.

C’è un’altra frase celebre che comincia con un present perfect ed è questa:

” I’ve seen things you people wouldn’t believe.” Ho visto cose alle quali voi umani non riuscireste a credere” (Blade Runner)

Anche qui chi parla usa il Present Perfect. Avrebbe potuto usare il Simple Past? Sì, ma sarebbe stato probabilmente un viaggiatore dello spazio italiano, che continua a non distinguere tra i due verbi. L’uso del Present Perfect qui enfatizza l’effetto che cose eccezionali viste in passato hanno su chi parla ancora oggi, per cui, mentre costui le enumera è come se gli passassero davanti agli occhi in tutto il loro terribile splendore.

see (vedere)

see/saw/seen

per saperne di più sull’uso del Present Perfect e del Past Simple visita questi siti:

http://web2.uvcs.uvic.ca/elc/StudyZone/410/grammar/ppvpast.htm

http://www.nspeak.com/giorgi/efl/fad/grammar/38pastsimplevsperfect/simplepastvsperfect.htm