Tonia e la complessità del sapere (solo per esperti in grammatica)

– Timo, mi dovresti aiutare in grammatica, analisi del periodo. Non mi ricordo più niente.

– Hmmm, vediamo. Cosa state facendo adesso?

– Frase soggettiva e frase oggettiva. Me lo spieghi cosa vuol dire?

– Dunque quando una frase non ha soggetto, o meglio non ha un soggetto personale…

– è oggettiva

– no, è soggettiva.

– ?

– Se c’è un verbo impersonale nell principale, la secondaria è una soggettiva, cioè funge da soggetto… guarda gli esempi, che forse  è meglio.

– Poi c’è anche implicita ed esplicita, uffa! Che cosa erano queste???

– Ti ricordi? Se il verbo della secondaria è di modo infinito la frase è implicita.

– Quindi è facile se c’è l’infinito è implicita…

– E qual è l’infinito?

– Tipo “io andavo, tu anda…”

– TONIA! INFINITO! ANDARE, ESSERE, MANGIARE.

– Ah sì, sì, lo so, mi sono confusa…

– Ma tra i modi non finiti c’è pure gerundio e participio.

– Li so.

– Ci credo!

– Li so!

– GERUNDIO?

– Che io sia, che tu…

– TONIAAAA! Prendi la tavola dei verbi!

– Ma come faccio a sapere tutte queste cose????

– Ripassi.

– Allora, presente indicativo del verbo essere: io sono stato, tu sei stato…

– Senti bene cosa sto dicendo, guarda il labiale, presente indicativo del verbo essere, presente, il primo verbo in assoluto che si studia, il super-primo-maxi-important verbo di quando studi lingue straniere, IL PRESENTE DEL VERBO ESSERE!

– GULP!

– IO SONO, TU SEI, EGLI E’ … TI DICE QUALCOSA???

– Ahhh! Ma allora perché qui c’è scritto: presente “io sono mangiato”?

– Hai preso la tavola dei verbi passivi!

– I VERBI PASSIVI??? E gli altri cosa sono???

– Attivi.

– Dunque, ci sono gli attivi i passivi e poi?

– Solo attivi e passivi.

– Ah, meno male!  Spe, qui leggo un’altra cosa…

– Fai vedere… ah sì, transitivi e intransitivi.

– NO, QUESTI MI RIFIUTO, QUESTI NON MI INTERESSANO!

– Toni,

– sì?

– Ma da dov’ è che siamo partite?

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Perché Tonia è Tonia!

– Toni, hai sentito cosa è successo a Loredana Berté?

– Ha cantato?

– Sì, sì. Ma la canzone era un plagio.

– Cioè?

– L’avevano già cantata, non era originale. Praticamente un’altra cantante l’aveva già cantata tanti anni fa. L’autore è lo stesso… hanno cambiato le parole, insomma, capito?

– Cioè, non l’ha scritta lei???

– Be, non è che lei scrive le canzoni.

– Come no?

– Ci sono i cantautori e i cantanti, lei è una cantante, la canzone gliela scrivono altri.

– Ma lei la detta… almeno… no?

E’ un mondo difficile

– Timo, ho paura.

– Lo so.

– Cosa sai? non mi chiedi nemmeno di che cosa?

– Di che cosa?

– Dell’esame!

– Tonia! Non farmi ridere, l’esame di terza media è una farsa.

– Cioè???

– Una finta, una sceneggiata, sono tutti d’accordo per fare il più in fretta possibile e non ti ascolta nessuno.

– DAVVERO???

– Stai tranquilla Tonia, durerà dieci minuti e quando sarà finito ti dirai: tutto qui?

– Timo…

– Sì?

– Ho paura.

– Ancora?

– Ho paura delle superiori…

– Mìììììììììììììììììììììììì

Mai più!

– Beh, Tonia, come è andata oggi a scuola?

– Bene, Timo.

– Interrogata in storia?

– No.

– Altre materie?

– No… ceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

– Cosa, cosa?

– Oggi ho fatto una cosa, che tu mi hai detto di non fare MAI, ma io l’ho fatta lo stesso e ceeeeeeee

– E sarebbe? Così grave?

– La prof di fisica mi ha fatto una domanda, io non sapevo la risposta, e che cosa le ho detto???

– Hhm, potresti averle detto che lei non lo ha spiegato.

– No.

– Allora lei hai detto “ieri a casa lo sapevo!”

– No.

– Peggio?

– Peggio, Timo, peggio.

– Che non era nel programma?

– No…

– E allora, che cosa?

– Le ho detto che non c’era nel libro.

– E che domanda era?

– Che cosa sono i muscoli…

– E ovviamente nel capitolo sui muscoli, mica c’è scritto che cosa sono i muscoli. Tonia!

– Guarda, Timo, ha urlato talmente tanto, è venuta nel mio banco, ha sbattuto il libro e ha messo il dito nella pagina e ha detto, LO VEDI? LO VEDI CHE C’E’!

– E tu?

– Non lo farò MAI PIU’, Timo. Mi sono così spaventata che è impossibile che mi capiti di nuovo… IMPOSSIBILE.

– Bene, la ringrazierò personalmente la prossima volta che la incontro. Anzi, dammi il diario che le comunico tutta la mia ammirazione.

Tonia al cinema

– Timo, ma perché siamo venuti a vedere questo film?

– Era l’unico cominciato solo da dieci minuti.

– Ma quella è drogata?

– Sì, cocaina.

– Timo! Che schifo!

– Tonia, non lasciarti impressionare, è solo lo stereotipo della ragazza ricca, viziata e cocainomane, con tendenze autodistru…

– CHE FILM SCHIFOSO!

– Shhhhh! In effetti è proprio un film brutto, ma perché vuole essere tragico ed alla fine è solo ridicolo…

– Ridicolo? MI FA VOMITARE. E’ il film più vomitoso che io abbia mai visto. E adesso cosa stanno facendo?

– Tonia! Cosa ti copri con il giubbotto, vieni fuori da lì!

– NO!

– Non sta succedendo niente, Tonia!

– Non vedo l’ora che finisca.

– Pure io, pure io. Te l’ho già detto: non lasciarti impressionare, sono fesserie! Non ci crederebbe nemmeno un bambino di cinque anni, perché ci devi credere tu?

– BLEAH, guardala, guardala, puhhhhh. Non voglio mai più, mai più in tutta la mia vita vedere film così.

– Toni, hai tredici anni, non essere così drastica!

– Lo sai che non mi piacciono i film drammatici. Ma c’era scritto “drammatico”?

– C’era scritto “romantico”. Stai tranquilla che alla fine si redime e …

– ARRRGH!

– Eh, esagerata! Hanno investito il cugino, si poteva immaginare. Adesso lui si deve sentire in colpa perché non lo ha aiutato, l’unico parente che gli era rimasto, che si paragonava sempre alla madre. Ma tu considerala una fortuna, un drogato in meno nel film.

– Uffa, Timo, è un film osceno.

– Guarda Tonia, l’unica cosa veramente oscena di questo film è la recitazione di Silvio Muccino.

“Dove sei?” “Sono qui.” “Non ti vedo.” “E’ perché non stai guardando nella direzione giusta.”

– I dialoghi invece sono raccapriccianti. Quasi quanto quelli tra il piccolo principe e la cara volpe…

Tonia e i due libri italiani più importanti della storia.

In picciol corso mi parieno stanchi / lo padre e’ figli e con l’agute scane / mi parea lor veder fender li fianchi

– Tocca, cambiami canale.

– Cosa cambiami canale, è Benigni che legge Dante! La Divina Commedia!

– Schiacciaaa!

– Impermeabili alla cultura, ecco cosa siete IM PER ME…

– Timo,

– sì?

– Qual è quell’altro libro importantissimo italiano tipo la Divina Commedia?

– Boh, Sonia, che domanda… I promessi sposi?

– No.

– Che cosa altro potresti conoscere tu… il Decameron?

– No.

– Il Canzoniere? Ma mi sembrerebbe improbabile, l’Orlando furioso? La Gerusalemme liberata?

– No, no. Ascolta, ma la Divina Commedia è quello che nella copertina ha figurato una donna…?

– TONIA!

– Cosa???

– Ma secondo te un libro si riconosce dalla copertina?

– No?

– Un libro non nasce mica con la copertina!!! Sono gli editori che ce la mettono, e poi un libro scritto nel trecento! Un libro come la Divina Commedia che ne avrà avuto migliaia di copertine diverse, a seconda del periodo, dell’edizione, della nazione…

– Ehhh, HO CAPITO! Ma secondo te è possibile che la mia compagna Valeria stia leggendo la Divina Commedia?

– Tutto è possibile, Tonia. Magari se la legge da sola non ci capirà granché.

– No, perché l’altro giorno è venuta a scuola con questo libro, un libro che nella copertina ha una donna…

– Ancora!

– ‘Spe, Timo. Una donna, quella che le hanno rifatto le sopracciaglia…

– TONIA! Non starai mica parlando della Gioconda??? Il codice da Vinci???

– Sììììììììììì, Timo, quello, quello!

– ALLORA, numero 1 quello non è nemmeno un gran libro, numero 2 avrà al massimo sette anni e non sette secoli e mi sembrerebbe un po’ blasfemo paragonarlo alla Divina Commedia capolovoro di tutti i tempi, e ULTIMO ma non meno importante NON E’ NEPPURE UN LIBRO ITALIANO. E poi, parlare della Gioconda come di quella cui hanno rifatto le sopracciglia, no, no, non è possibile…

– E quindi?

… e sono più anni / poscia passati ch’el fu si racchiuso

– NO! Ancora cussu scemu?

– Shhhh, lascia che Tonia deve ascoltare, prima che IO commetta un atto insano, del genere Conte Ugolino…