Tonia e i miglioramenti in ortografia

– Timo, ho preso ottimo in storia, seconda guerra mondiale!

– BRAVISSIMA Tonia, finalmente! Visto quanto ci abbiamo lavorato…

– Ho fatto solo un errore di ortografia.

– Solo??? PURE BRAVA IN ORTOGRAFIA SEI DIVENTATA!

– Sì.

– Che errore?

– Io avevo scritto “insieme” tutto attaccato e il prof me lo ha corretto staccato.

– Non so di chi sia il problema e dove stia esattamente, ma ritiro il brava in ortografia…

La violenza della guerra

– Timo, i kamikaze erano gli americani.

– Tonia, i kamikaze erano giapponesi.

– Ma lo hai letto bene??? Erano americani.

– Giapponesi, ma non lo senti che è una parola giapponese?

– Timo, dal libro si capisce che erano americani.

– Tonia, ma secondo te gli americani si suicidano lanciandosi sugli obiettivi dei nemici? Ma quando mai hai sentito una cosa simile in tutta la storia degli Stati Uniti???

– Qui c’è scritto americani.

– TONIA, ERANO GIAPPONESI, GIAPPOOOONEEESIIIII!!!

– Eh, Timo, però non fare così, mi sembri Hitler…

Morto?


– […] Mussolini fu fucilato […] Timo, fucilato? Ma muore?

– Tonia, no. Lo hanno portato in ospedale, otto ore sotto i ferri, una settimana in rianimazione…. CERTO CHE MUORE, LO HANNO FUCILATO PER UCCIDERLO!

–  […] il suicidio di Hitler […] nel senso che muore?

– Tonia, muoiono! Ma come te lo dovevano scrivere per fartelo capire, col sangue???

Prof, la verifica no!

– Prof, la facciamo domani la verifica?

– No, Matteo. Ho detto che si sarebbe fatta oggi e si fa oggi.

– Sì, Sì la facciamo oggi. IO HO STUDIATO PROF!

– Zitto, tu. Dai prof, non gli dia retta, la facciamo domani che abbiamo due ore.

– E’ una verifica molto breve, a risposta multipla, se hai studiato ci metti al massimo dieci minuti.

– Ma io NON ho studiato, prof!

– Cosa vuoi che ti dica? Siediti lì, prendi la penna e affidati al santo protettore degli studenti che non studiano.

– Prof, lei non è per niente divertente.

– Matteo, basta. Ho detto verifica, e verifica sia.

– Lei è come Nerone…

– Sarebbe?

– Un despota crudele e sanguinario.

– Matteo, sono sconvolta!

– Eh, ma io…

– Sconvolta, amareggiata e offesa!

– … ma io stavo scherzando, prof…

– PERCHE’ LA STORIA LA STUDI E L’INGLESE NO? TI FA SCHIFO L’INGLESE??? EH? “Un despota crudele e sanguinario”, ceeeeeeee, e io che non riesco a farti imparare l’alfabeto…

– Prof, lo so l’alfabeto! A-B-C…

– Era tanto per dire Matteo. Tieni il foglio.

Ireland? Prof, e che cos’è?

Tonia e la storia e pure la geografia

– Insomma, Tonia, immaginati il popolo tedesco schiacciato tra le agitazioni dei gruppi di destra che volevano la guerra e dei gruppi di sinistra che li incitavano alla rivoluzione, appoggiati dall’Unione Sovietica…

– Timo! Ma dove lo dice??? L’Unione Sovietica tu te la sei sognata! Che cosa c’entra adesso???

– Tonia, ma eri tu che stavi leggendo prima o tua sorella gemella?

– Dove, dove? Fammi vedere dove lo dice!

– … con l’appoggio di Mosca…

– hmmm, quindi… quindi, ma Mosca è in Russia? Ceeee.

– Mosca è in Russia??? MOSCA E’ IN RUSSIA??? BASTA, TONIA. BASTA! Il liceo??? Ma quando mai! Dimmi dove ti devo iscrivere e io ti iscrivo. Le professionali? L’alberghiero? Cameriera è una bella professione, e trovi lavoro dappertutto. C’è bisogno di conoscere le lingue per girare il mondo? NO! Nemmeno le capitali. La pizza la vendono anche in America…

– No, dai, Timo, non fare così! Ti prego! Non lasciarmi nella mia ignoranza… per favore…

Tonia e la fantastoria

– Ecco, Timo, adesso questa storia dei partiti, del parlamento, del governo, tu me la ripeti ogni sera, così io per l’esame l’ho imparata.

– Tutti i giorni questa storia? E come facciamo con tutte le altre cose che non sai?

– Allora dimmi tutte le cose che non so e che si devono sapere per l’esame di terza media.

– E quando?

– Adesso!

– Vedi, Tonia, il tuo problema è che in generale non hai un’idea di che cosa sia la storia, della linea del tempo…

– DIMMELA!

– Per esempio, se io adesso ti chiedo, cosa stava succedendo nel mondo 2000 anni fa?

– In che senso?

– Gli uomini sapevano già scrivere?

– No!

– E dove vivevano, esistevano le città?

– Vivevano nelle caverne!

– E se ti dicessi che 2000 anni fa c’era Gesù? Viveva in una caverna Gesù?

– No, non credo.

– E i vangeli? Non li hanno scritti poco dopo la morte di Gesù? Quindi sapevano scrivere 2000 anni fa. Pensa che giravano già i libri dell’Iliade e dell’Odissea.

Occhioni spalancati.

– Sai che esistono la storia e la preistoria, no?

– Sì, certo.

– E quale avvenimento le separa? Cioè, che cosa succede che ci fa dire che la preistoria è finita e la storia è cominciata? Quale scoperta che…

– ‘spe, lo so, lo so, la scoperta dell’America!

– TONIA!

– Eh! Mi ricordo che con la scoperta dell’america finisce una cosa e ne comincia un’altra.

– Finisce il medioevo, finisce. Tonia, ti prego, cerca di ragionare, la scoperta dell’America avviene nel 1492, possibile che l’anno prima ci fosse la preistoria? Torniamo all’anno zero, 2008 anni fa, da quando è che si contano questi 2008 anni.

– Da quando è nato Gesù!

– Bene, almeno un punto fermo ce lo abbiamo.

– Però non mi ricordo come si fa a contare prima.

– Si dice avanti cristo, 10 avanti cristo, 100 avanti cristo, etc. La preistoria è prima di Gesù. Con Gesù siamo già nella storia. Quindi, prima, è successo qualcosa di importantissimo, un avvenimento importantissimo che ha permesso all’umanità di…

– IL BIG BANG!

– Dimmi che mi stai prendendo in giro. Tu mi stai prendendo in giro, VERO?

– No, Timo.

– Il Big Bang non segna l’inizio della storia, quello è l’inizio del mondo, l’inizio dell’universo!

Occhioni spalancati.

– Prima del Big Bang, non solo non c’erano gli uomini, non c’era nemmeno la terra, non c’era il sole, non c’era la nostra galassia…

– E chi c’era allora?

– Nessuno! Solo Dio, forse.

– Ma se Dio è nato 2000 anni fa…

– Quello era Gesù! DIO E’ SEMPRE ESISTITO! Che cosa mi fai dire, non è certo l’affermazione più sensata per farti tornare nel mondo della ragione. Comunque la risposta era la scrittura, la scrittura segna l’inizio della storia e la fine della preistoria. Tonia, non te lo dico per spaventarti, o per farti studiare di più, qui la situazione non è grave, è GRAVISSIMA, disperata, quasi senza speranza…

– Timo…

– Possiamo solo pregare che all’esame ti facciano ripetere gli argomenti sui quali ti sarai preparata, che non provino a spaziare, a chiederti cose assurde tipo LA PREISTORIA!

– Se me lo chiedono io gli dico che non era nel programma di quest’anno.

– Brava, brava, fai così. Cerca di avvalerti della facoltà di non rispondere. E mi raccomando, impara a dire “non lo so”, non sparare a caso come hai fatto adesso. Ti posso assicurare che un “non lo so” può essere molto più dignitoso di un tentativo andato male.

– Timo, ma io credo che tutti i miei compagni siano così.

– Povero professore, e io che mi disperavo per Mussolini.

Tonia e Mussolini

– Quindi, Tonia, il libro non lo ha ancora detto ma Mussolini diventa poi il CAPO del partito fascista e…

– Il CAPO? Ma Mussolini non è donna?

Timotea viene raggiunta da un fitta pungente al petto. Si contorce sulla sedia dal dolore, annaspa, cerca le parole, ma niente esce più dalla sua bocca, amara.

– Quindi, non è una donna?

– To… To… Tonia… una donna Mussssssss

La voce di Timotea è più simile a un sibilo che ad una voce.

– Spetta, Timo. Io lo pensavo che era uomo, però poi dicevano donna, e io MA MUSSOLINI E’ UOMO!

– Mussolini è un uomo, Mussolini, Tonia. Il dittatore, Mussolini, quello del fascismo, DELLA GUERRA, MUSSOLINI! Quello calvo, quello…

– Ma allora, Timo, ma quella che fanno vedere in televisione non è Mussolini???? La chiamano Mussolini!

– Tonia, ma secondo te, QUELLA, potrebbe essere la stessa di questo capitolo? Potrebbe essere la stessa di cui stiamo studiando l’ascesa al potere nel 1921???

– ?

– Mussolini, quel Mussolini è morto nel 1945!

– E adesso che cosa me ne frega a me di quando è morto…

– MA CHE E’ MORTO NON TI DICE NIENTE???

– Ma allora, quella della televisione, chi è? Non è Mussolini???

– E’ la nipote.

– E cosa ci fa in televisione?

– Fa politica…

– Cosa c’è, Timo?

– Nulla, nulla, Tonia, continuiamo…

Tonia e la storia (ripasso finale)

– Nel dopoguerra in Europa quasi tutte le persone erano molto povere, e non ce la facevano a vivere…

– Tonia, tieni a mente questa espressione lessico specifico, significa che ogni disciplina (materia) ha delle parole (lessico) particolari (specifiche) per esprimere i concetti.

– ?

– Vuol dire che non puoi ripetere la storia dicendo “molte persone erano povere”, il libro usa l’espressione “crisi economica” usala pure tu! Nel glossario ti ha spiegato “sbarcare il lunario” dillo!

– Ok, l’Europa nel dopoguerra ha una crisi economica, le persone hanno difficoltà nello sbarco del lunario. Va bene così?

– NO!

– MA HO FATTO COME MI HAI DETTO TU, HO DETTO LE PAROLE DEL LIBRO!

– Calma, calma…. passiamo al concetto di collocazione: per collocazione si intende una sequenza di due o più parole …

– Senti Timotea, TU NON HAI CAPITO QUANTE PAGINE DEVO RIPETERE IO, E SE CI VUOI ANDARE TU AL MIO POSTO ALL’INTERROGAZIONE ALLORA, DIMMELO! TANTO L’HO CAPITO CHE LO VUOI RIPETERE TU.

– Facciamo che ti perdono che sei stanca e stressata. Dai mi allontano, anzi vado a farmi un giretto, così non ci sono rischi che ti senta.

Tonia e Timotea (i compiti delle vacanze 5)

– Devo ripetere storia.

– ‘spetta che mi faccio una camomilla…

Dai! Smettilla! Lo so: il difficile dopoguerra.

– 1918/9?

– Sì. Però non ho capito cosa c’entra adesso il trattato di Versailles. Alla Germania furono imposte delle condizioni pesantissime…

– Torniamo un po’ indietro.

– Cioè?

– Capitolo precedente, visto che siamo al dopoguerra, ci sarà stata una guerra prima? L’hai studiata?

– Sì, certo! La prima guerra mondiale!

– Ok. La Germania aveva vinto o perso?

– Non lo so.

– E DICI DI AVERLO STUDIATO?

– TIMO! MI CHIEDI SEMPRE COSE CHE NEL LIBRO NON CI SONO, E POI TI ARRABBI!

– Beh, hai ragione anche tu. Ma quando mai nel libro di storia scrivono chi ha vinto la guerra nel capitolo sulla guerra. SAREBBERO DEI PAZZI. Quindi cosa ci sarebbe scritto in questo capitolo sulla prima guerra mondiale? Magari nemmeno chi l’ha combattuta, magari nemmeno dove, MAGARI NEMMENO CHE ERA UNA GUERRA.

– Calmati Timo, se vuoi lo ripasso…

– Ripassare è un termine ottimistico…