Tonia e la messa di Natale

– Timo, Timo! Non ti ho detto cosa mi è successo!

– Cosa?

– Hai presente quel signore? Giulio?

– Chi?

– Quello che vive vicino alla farmacia.

– Ahhh, sì.

– Non sai cosa mi ha fatto!

– E COSA TI HA FATTO? QUANDO?

– Alla messa di Natale. Sai quando il prete dice “scambiatevi un segno di pace”?

– Sì,

– lui era dietro di me, io gli ho dato la mano…

– e?

– E lui l’ha stretta, poi mi ha fatto fare su e giù al braccio, fooorte. Mi ha fatto fare l’onda dal polso, al gomito, alla clavicola. Con la spalla ho colpito la mascella, la testa è andata all’indietro, mi si sono spettinati tutti i capelli, e mi sono persino scese due lacrime!

– Eh, esagerato! E tu cosa hai fatto?

– Niente! Mi sono ricomposta, risistemata i capelli e ho continuato a seguire la messa.

– Comunque meglio così, pensavo ti avesse fatto chissà che cosa.

– Eh, mi fa ancora male, altro che pace…

Danni psicologici permanenti

– E’ ARRIVATA LA NUOVA PROF, E’ ARRIVATA LA NUOVA PROF!!!

– Good morning, class.

– Eh? che cosa sta dicendo? AHAHAH IHIHIHI UHUHUHUHU, dai ragazzi tutti fuori, andiamo, correte dietro di me, facciamo il trenino! Oh lé lé, oh là là, faccela vedé, faccela toccà.

– Ohhh, ma dove state andando? BACK TO YOUR CLASSROOM, NOW! Ma, ma, stiamo scherzando???

– E però, ‘scolti prof, si avvicini che le facciamo una foto con il cell. Lo sa che lei si veste proprio fescion?

– Senti bella, io sono qui per fare lezione…

– DAI, DAI TUTTI INSIEME SOLLEVATE LA SEDIA, GIRARE, RUOTARE.

– Ma perché ci sono venuta in questa scuola? Ma tutte le cose che ho visto in televisione sulle superiori non mi sono servite a niente??? Le medie, dovevo scegliere le MEDIE! Adesso mettete giù, METTETE GIU’ QUELLE SEDIE!

SBLAM, SPATAPAM, STUMP

– NON HO MICA DETTO DI LANCIARLE SUI MURI!

– Prof, e su Fabrizio le possiamo lanciare? Tanto è bello grosso e ne tiene.

– AHAHHA, IHIHIHIH,

– Ma lei è la nuova prof di inglese vero? YEAHHHH, lo sa dire YEAHHHH?

– Senti, primo smettila di filmare, secondo…”my name is…” SECONDO, OHHHH STO PARLANDO IOOOO. Bene, non mi ascoltate? Adesso salgo sulla cattedra vediamo se dall’alto mi sentite meglio… MY NAME IS…

– Oh! Guardate, la prof e sulla cattedra!!! Dai, dai, sediamoci tutti per terra…

– MY NAME IS…

– E adesso effetto domino! Tutti giù, viaaaaaaaaaaaaaa!

– Basta, basta, no, no, adesso vado dalla preside, questa situazione assurda deve finire, non posso mica andare avanti a lungo così, noooooooo. EHI VOI, STO ANDANDO DALLA PRESIDE, STO ANDANDOOO ADESSOOO!

– Vada prof, vada tranquilla, ci penso io alla classe e ce la saluti tanto!

– Preside, PRESIDE!

– Mi dica, professoressa.

– Sono appena arrivata, sono in quella seconda laggiù…

– Sì, sì, lo so. Che cosa vuole che le dica?

– Non è mica possibile…

– Io non ci posso fare niente, torni in classe, e in fretta, e non si azzardi più a lasciarli soli, quegli animali!

– Ma… io…

– Vadi, VADIIIIII

– Vadi? Vadi? Una preside? Ma davvero devo rientrare in quel posto? Io al massimo ci resto fino a quando suona la campana e poi non ci torno più, dio, si sente il chiasso da qui, e quei due sono già nel corridoio, mado’ le streghe con il cellulare si stanno facendo le foto all’ombelico… ma… ma.. dove sono???? Questa è la mia stanza, sono nel mio letto… ma non mi dire…. non mi dire che era solo un soooogno, era un soooooogno. E se non ricordo male, sono pure in vacanza, è Nataaaaaaaaale. Se sopravvivo a questi incubi, chiederò i danni al ministero…

Racconto di Natale

La giovane alunna si avvicinò alla cattedra con fare misterioso, poi allungò verso il professore una pacchetto avvolto in carta riciclata, chiuso da un nastro improvvisato.

– Questo è per lei, prof, da parte nostra.

Il professore alzò lo sguardo dal registro e il suo viso si illuminò di sana gioia natalizia.

– Grazie! Ma che carini! Aspetta che lo apro… UN CD! BELLO!

– Abbiamo pensato a lei quando lo abbiamo visto, abbiamo detto, questa è musica che potrebbe piacere al prof.

– Beh, avete fatto bene, infatti mi piace, grazie di nuovo.

La giovane alunna tardava a tornare al suo posto. Il professore la fissò per un attimo, mentre si contorceva in apparente imbarazzo.

– Che c’è?

– Eh, le dovevamo dire una cosa…

– Dimmi!

– Ehm…

– Parla! E cosa sarà mai?

– Ce lo avevamo doppio.

– E allora? Potevate darlo a chiunque, invece lo avete dato a me.

– Era in regalo con un giornale…

– Olga, non c’era bisogno di dirlo, so leggere anche da solo: “in omaggio con Repubblica, vietata la vendita”.

Crescere

Le bambine di prima media commentano la festa di Natale appena conclusa, sudate e felici dopo ore di balli, musiche ad altissimo volume, karaoke con microfoni spacca timpani, luci psichedeliche

– Ceeee profu, le è piaciuta la discoteca?

– Altro che alle elementari, con il solito buffet e le canzoncine “se sei felice e tu lo sai batti le mani…”!

– Eja!