Do or make?

Do o make?

(Per esercizi, grammatica, lezioni, materiale, video, canzoni visitate il mio sito.)

Questi due verbi do e make possono causare delle difficoltà, in quanto entrambi significano “fare”, ma non sono interscambiabili.

Vediamo quando usare l’uno e quando usare l’altro.

Usiamo do

  1. quando si intende “fare in generale”
    • He did a very strange thing.
  2. quando nella frase ci sono something, nothing, anything, evrything
    • Do something!
    • I like doing nothing!

Usiamo make

  1. Quando parliamo di costruire, creare
    • My father and I made a boat.
    • I make wooden lamps.

Tuttavia, esistono espressionida imparare a memoria poiché non esiste una regola precisa.

do make
  • an exercise
  • business
  • the cleaning
  • the cooking
  • homework
  • housework
  • the ironing
  • the shopping
  • the washing
  • the washing-up
  • someone a favour
  • one’s best
  • an appointment
  • a bed
  • a complaint
  • a decision
  • an effort
  • friends
  • a journey/trip
  • a mistake
  • money
  • a phone call
  • plans
  • progress

Esercizio su do e make

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Inglese: tutto quello che avreste sempre voluto e i vostri prof non vi hanno mai dato 3.

Continua la serie dei post sul principio didattico di molti professori di lingue che recita “di meno è di più”, e che, come già scritto si traduce nella pratica in una serie di divieti e rinunce, che danneggiano sia gli insegnanti, sia gli studenti (soprattutto quelli più volenterosi che paradossalmente vengono tacciati di pigrizia da tali prof modernisti).
Dopo aver scritto del divieto di utilizzare il dizionario bilingue, la lingua materna in classe, e del totale rifiuto di fornire supporti audio in loro esclusivo possesso, oggi vi parlerò di quelli che vi vogliono privare dei sottotitoli in italiano e si ostinano a farvi vedere i film in lingua originale preferibilmente senza sottotitoli, e se proprio si vogliono sprecare, con i sottotitoli OVVIAMENTE in inglese.
Parlo ancora una volta di quei prof modernisti, che hanno deciso di rompere con la tradizione e che spesso rompono e basta, visto che non basano le loro scelte su una consapevolezza seria di ciò che vogliono ottenere e riescono a ottenere con i loro metodi, ma semplicemente credono che andando contro tutto quello che si faceva “prima”, stanno sicuramente facendovi del bene.
Partiamo con l’infrangere qualche tabù modernista: vedere un intero film in lingua originale a scuola durante le scarse ore dedicate alle lingue può essere uno spreco di tempo, inoltre passarle a non capire un cacchio, oltre a essere doloroso per le orecchie e terrificante per l’autostima, non aiuta a imparare di più ed è utile solo a far perdere anche le ultime speranze.
Eppure io difendo i film in lingua originale a scuola (MA con i sottotitoli in italiano) rischiando di perdere ore del mio preziosissimo tempo, per due motivi che sono per me più che buoni:
1. Mostrare a chi conosce solo il doppiaggio, che gli attori americani NON recitano in italiano;
2. Abituare i ragazzi (visto che la nostra televisione li vuole abituare al contrario) a leggere i sottotitoli in italiano per capire le trasmissioni straniere, in qualsiasi lingua esse siano, perché le orecchie dei monolingui hanno estremo bisogno di entrare in contatto con altri suoni.
Ma se i vostri prof si ostinano a farvi vedere i film senza sottotitoli o con i sottotitoli in inglese, quando il vostro livello non vi permetterebbe di seguire nemmeno i sottotitoli di happy birthday to you, mandateli a studiare in Siberia, non prima però di avergli fatto studiare il russo ascoltando i discorsi di Gorbacev, con i sottotitoli in cirillico, ma anche senza.

Gli articoli a/an e the

Nuovo post di grammatica sugli articoli determinativi e indeterminativi inglesi.
Lo trovate anche sul mio sito
assieme ad un esercizio.

Nonostante siano soltanto tre a/an indeterminativi e the determinativo, gli articoli inglesi sono un argomento piuttosto ostico della grammatica inglese, non per la forma appunto, quanto per il loro uso. Ci può consolare il fatto che sbagliare l’uso dell’articolo non compromette quasi mai la comprensione della frase. Tuttavia, se ci teniamo a parlare e a scrivere in un inglese corretto, è necessario conoscere alcune regole.

Cominciamo con l’articolo indeterminativo che ha due forme a/an.
a davanti a parole che iniziano con:

una consonante: a doctor, a friend, a man, a yacht
h aspirata: a house, a holiday, a hand
il suono /ju/: a university, a euro

an davanti a parole che iniziano con:

una vocale: an engineer, an old house, an elephant
h muta: an hour, an heir

Ricordiamoci che l’articolo indeterminativo a/an si usa davanti a sostantivi numerabili singolari, per indicare uno fra tanti. Per l’uso degli articoli davanti ai sostantivi numerabili (countable) e non numerabili (uncountable) leggi la tabella seguente.

a/an the no article
singular countable cat a cat the cat
plural countable cats the cats cats
uncountable water the water water

Vediamo ora l’uso dell’articolo a/an nel dettaglio dei singoli casi.
a/an si usa:

– Davanti a un sostantivo numerabile, quando se ne parla per la prima volta, e non rappresenta una persona o una cosa in particolare.
es: They live in a flat.
– Davanti a sostantivi singolari usati per rappresentare un’intera classe di cose.
es: A child needs love. (in italiano useremo il plurale con l’articolo determinativo, I bambini hanno bisogno d’amore.)
– Con i nomi delle professioni.
es: He is an actor.
Per indicare certe quantita.
es: This olive oil costs 12 euro a litre.
– Nelle esclamazioni prima di un nome singolare.
es: What a beautiful girl!
– Davanti a Mr/Mrs/Miss + cognome per indicare che non si conosce la persona.
a Mr Smith (un certo signor Smith)
Mr Smith (il signor Smith)

Passiamo ora all’articolto determinativo the.

L’articolo the si usa per tutti i sostantivi sia singolari, sia plurali di tutti i generi.
the boy the girl the day
the boys the girls the days

Vediamo ora nel dettaglio quando si usa l’articolo determinativo the

– Davanti ai sostantivi per indicare persone o oggetti specifici, noti a chi parla.
Do you remember to buy the books? (Quei libri particolari di cui abbiamo parlato)
Books are expensive. (I libri in generale)
– Davanti a un oggetto o a un gruppo di oggetti considerati unici.
the sea, the earth, the sky
– Davanti a un sostantivo singolare quando rappresenta una categoria di animali o di cose.
The whale is in danger of becoming extinct.
The oboe is a wind instrument.
– Davanti ad un aggettivo per rappresentare un’intera categoria di persone
The old (gli anziani in generale)
– Davanti ai nomi plurali di nazioni, isole e catene montuose.
The Netherlands
The Azores
The Alps

– I nomi di oceani, mari, fiumi, deserti, e i punti cardinali
The Atlantic
The Mediterranean
The Thames
The South

– I nomi di Paesi o Stati che comprendono le parole republic, union, kingdom o states:
The United Kingdom
The United States
The Republic of San Marino

Ora passiamo ai casi in cui l’articolo the NON si usa:

Non si usa l’articolo determinativo the:

– quando si parla in senso generico.
Women are expected to like babies. (le donne in generale)
– davanti alle lingue, materie di studio, gli sport, i pasti, i colori, le malattie
French is a wonderful language.
I like Geography.
Football is a popular sport in Italy.
Dinner is at 6 o’clock.

– davanti ai nomi astratti
Men fear death.
– davanti a parti del corpo e capi di abbigliamento, davanti ai quali è preferibile usare l’aggettivo possessivo.
Raise your right hand.
He took off his coat.

Una piccola nota sulla pronuncia di the

Davanti a consonante o suono consonantico the si pronuncia /ðə/ (the sea = /ðə’si:/)
Davanti a vocale o h muta si pronuncia /ði:/ (the hour = /ði:’aʊə/)

La lingua madre, quel demone dentro di voi.

Come ho scritto in un post di qualche giorno fa, i prof di inglese modernisti, detestano tutto quello che non è inglese. In quest’altro post potete leggere alcune delle loro ragioni.
Il loro accanimento può spingersi fino al punto da farvi temere di essere veramente abitati da uno spirito maligno, che alberga dentro di voi con l’unico scopo di far fallire tutti gli sforzi del vostro prof-esorcista: la vostra lingua madre.
Tra i campioni del metodo di meno è di più, che trovate descritto sempre nei suddetti post, annoveriamo i prof di inglese, di lingua madre inglese che insegnano in Inghilterra. Sono loro, credo, i maggiori esorcisti-anti-lingua-madre-che-non-sia-l’inglese del nostro pianeta.
La formazione di questi sacerdoti dell’inglese avviene probabilmente in corsi durante i quali tutte le interferenze linguistiche vengono sanzionate con terribili punizioni corporali, non si spiegherebbe altrimenti l’ inflessibilità con cui applicano la regole del di meno è di più, nonostante siano costretti ai più impervi equilibrismi linguistici . Ma, voi direte, se sono inglesi, di quali interferenze linguistiche potrebbero cadere vittime?
Vi racconto un episodio della mia lunga esistenza di disperata apprendente di lingue straniere abitata da una pervicace lingua materna, alle prese con uno dei tanti prof-esorcisti, disseminati per il territorio britannico.
Avevo pochi anni di studio dell’inglese e mi trovavo a Londra, per un corso di lingua estivo. Essendo io una studentessa italiana, grammatica e comprensione del testo mi facevano un baffo, per cui superai il test SCRITTO di ingresso con una votazione drammaticamente superiore al mio reale livello di conoscenza della lingua orale. Nessuno si preoccupò di testare il mio inglese parlato, dando per scontato che la conoscenza dei passati irregolari spalanchi le porte di un corso intermedio-avanzato.
Inutile dire che ero la palla al piede della classe, e che, per non rallentare ancora di più le lezioni, cercavo di cavarmela aiutandomi con il mio mini-dizionario salva vita bilingue italiano/inglese, inglese/italiano. E stava andando tutto bene, fino a quando il mio prof-esorcista non si accorse della presenza di questo oggetto del demonio nel suo sacro regno, e mi intimò di farlo sparire al più presto, prima che lo incenerisse lui personalmente, con il solo potere dello sguardo.
– Mia cara, mi disse dopo aver ritrovato la calma e essersi assicurato che il libriccino maligno fosse veramente sparito, se non capisci una parola, basta che me lo dici, e io te la spiego!
– In inglese?
– IN INGLESE, OVVIAMENTE, IN INGLESE, mia cara, piccola miscredente, che cosa credi che ci stia a fare io qui?
Far cambiare idea a certi personaggi è più che difficile, è semplicemente impossibile, perché essi possiedono qualcosa che a noi purtroppo manca, e non solo una lingua abituata al th dalla nascita, loro possiedono LA FEDE, che consiste ,come dice Bertrand Russell, “in una convinzione che non tentenna di fronte ad evidenze contrarie.”
E quali sono queste evidenze contrarie? Lo avete mai visto uno di questi teacher sudare e gesticolare come un pazzo nel tentativo di spiegarvi un vocabolo che non conoscete? Può passare minuti del preziosissimo tempo pagato ORO da tutti i corsisti (che loro tra l’altro la sanno dalla seconda elementare quella parola, perché nelle loro nazioni l’inglese si insegna seriamente) esibendosi in virtuosismi linguistici e interpretativi, disegnando alla lavagna schemi, sciorinando titoli di canzoni, poesie, film, arrampicandosi sugli impervi terreni dei sinonimi e dei contrari, e sempre con sulla faccia quello sguardo fiducioso di chi SA che all’improvviso la tua mente si illuminerà e tu finalmente capirai, e chi i suoi sforzi non saranno stati vani. E tu cosa fai? Continui a non capire! Ti ostini, e i tuoi colleghi vorrebbero ammazzarti, siamo solo alla prima riga del secondo esercizio e tu hai già chiesto il significato di TRE parole, e se andiamo avanti di questo passo, non arriveremo nemmeno alla terza frase prima della fine della lezione.
Torniamo al mio corso estivo intermedio avanzato a Londra. La parola incriminata era “witness” (please non giudicate ho fatto il classico io!) ricordo che un’altra parola che tornava ostinatamente nella spiegazione del mio prof-esorcista era “trial”, ma a me poco diceva una, e niente diceva l’altra. E in più erano mischiate in una valanga di altre parole incomprensibili, di gesti sempre più convulsi, di imitazioni, che oggi credo che fossero quelle di un giudice britannico, rigido e imparruccato.
A fianco a me una bella ragazza francese mordeva la penna nervosamente, ma alé uh là là, ma cette fille non capisc propr nient! Spazientita si volta verso di me e mi sussura: témoin.
Finalmente il mio viso si illumina dell’espressione tanto attesa e abbandona quella di totale idiota senza speranza che aveva assunto con rassegnazione fino a quel momento. Il mio prof-esorcista (ignaro di ospitare nella sua classe une diablesse travestita da bella parigina) si illumina di sollievo e i miei compagni ritrovano la posizione seduta, dopo essere scivolati quasi fino a terra per l’esasperazione.
Tutto qui? “Testimone” vuol dire? Che se me lo cercavo da sola ci mettevo 30 secondi e si andava avanti! E adesso invece come la mettiamo? Vale la traduzione in francese? Oppure per colpa di questa interferenza la parola “witness” sarà per sempre espulsa dal mio vocabolario attivo? A voi non sembra un’emerita stupidaggine che tentenna, e non solo, di fronte ad evidenze contrarie? Ecco se avete la fede, come dice Russell quando l’evidenza contraria fa sorgere dubbi, “riterrete virtuoso credere di doverli sopprimere.”
Ma ciò che rende questa situazione ancora più paradossale è quello che appresi qualche tempo dopo, in uno di quei locali in cui la sera dopo i corsi si incontrano liberamente studenti e professori. Il mio inflessibile prof parlava perfettamente sei lingue tra cui l’italiano, e le usava con maestria per conversare amabilmente soprattutto con le ragazze carine di tutti i continenti.
Questa sua sorprendente abilità acquisita in anni di soggiorni all’estero come insegnante di inglese, questo dono di Dio, questo strumento che lo avrebbe potuto rendere il nostro prof magico, che ci avrebbe potuto aiutare a velocizzare a sciogliere i nodi e a progredire velocemente nel nostro apprendimento, quest’uomo che poteva trasformare le sue lezioni in occasioni uniche di scambio e di condivisione di lingue diverse, tra l’altro caso rarissimo per uno nato in Inghilterra, aveva deciso per atto di fede, che il suo molto di più era in realtà un molto di meno, e che in presenza dei suoi apprendenti si sarebbe trasformato in un perfetto monolingue, ovvero si sarebbe mutilato delle sue altre abilità linguistiche. Salvo poi tirarle fuori a sorpresa per abbordare nei bar!

Il plurale dei sostantivi

Il plurale dei sostantivi

Come è universalmente conosciuto in inglese il plurale dei sostantivi si forma aggiungendo una s al singolare.
es: book → books

Tuttavia, alcuni sostantivi che terminano con un suono che non cambierebbe con la sola aggiunta di una s (pensate a come si potrebbe pronunciare boxs) aggiungono es. Sono le parole che terminano in ch, s, sh, ss, x, z
es: box → boxes
bus → buses

Normalmente anche i sostantivi che terminano in o
aggiungono es. es: potato → potatoes.
Fanno eccezione le abbreviazioni e le parole di origine straniera.
es: video → videos
disco → discos

I sostantivi che terminano in y
preceduta da consonante hanno il plurale in ies. es: baby → babies.
opportunity → opportunities

Alcuni sostantivi che terminano in f o fe
hanno il plurale in ves. es: wife → wives.
knife → knives

Alcuni sostantivi hanno invece un plurale irregolare alcuni di questi sono molto comuni.
es: man → men.
woman → women

SingolarePlurale

Regolari key
book
keys
books
ch, s, sh, ss, x, z, o beach
bus
brush
beaches
buses
brushes
y preceduta da cons. city cities
f, fe leaf leaves
Irregolari child
foot
children
feet

 

Vai agli esercizi interattivi (richiede un applet)

Imparare l’inglese con le canzoni – White Flag di Dido

Ascolta la canzone e completala, scegli tra le due alternative offerte.

I know …………………………..(you think/you feel) that
I shouldn’t still …………………………………..(have you/love you)
I’ll tell you …………(dad/that)
But if ………………………………………….(I didn’t think it / I didn’t say it),
Well I still have …………………………(bet it/felt it)
(where’s/how’s)…………………………….. the sense in that?

I promise ………………………………..(I’m not trying/I’m not buying)
to make ………………………………….(your life/your wife harder)
Or return …………………………………………………(to where we are/to where we were)
RIT
Well I will go down …………………………………..(with this ship/with this feet)
And I won’t put ……………………………(my band/my hands) up and surrender
There will be no white flag above ……………………..(my dog/my door)
I’m in love and ……………………will (always/usually)be

I know I left …………………………………….(too much mess/too much stress) and
destruction ………………………………………..(to come back/to go back again)
And I caused …………………………(something/nothing) but trouble
I understand if …………………………………you (can’t talk/you can’t walk) to me again
And if you live by the rules of ………………………(“it’s over”/”it’s a cover”)
then I’m sure that …………………………………….(fifteen pence/that makes sense)

RIT

And when …………………………………….(we meet/we visit)
Which I’m sure …………………………….(we will/we still)
All that was then
Will be there still
I’ll let it ……………………(pass/buzz)
And hold …………………………………………..(my bang /my tongue)
And you will …………………………………..(think/see)
That I’ve ………………………………………(moved on/moved out)

RIT (3 VOLTE)

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Imparare l’inglese con le canzoni – Bring me to life

Una bella canzone di qualche anno fa. Da ascoltare e completare. La comprensione è facilitata dalla presenza nella maggior parte dei casi della traduzione delle parole mancanti.

Bring Me To Life
Evanescence

how can you see into …… …….. (miei occhi) like ………… ………… (porte aperte)
leading you down into my core
…………… (dove) I’ve become so numb
without a soul ….. ………………… … ….…………… (il mio spirito sta dormendo)
somewhere ………… (freddo)
until you find it there and lead it back ………. (casa)

RIT:
(Wake me up)
Wake me up inside
(I can’t wake up)
Wake me up inside
(Save me)
……… …… ……………… (chiama il mio nome) and save me from …… …….. (buio)
(Wake me up)
bid my blood to run
(I can’t wake up)
before I come undone
(Save me)
save me from …… …………… (il nulla) I’ve become

now that …………….. what I’m without
……………… just leave me
breathe …………….. and ………………………
bring me ……………..

RIT

frozen inside without your touch without …… ………….. (il tuo amore) darling
only ……. …….. …… ………….. (tu sei la vita) among the death

all ……… …………………. (questo tempo) I can’t believe I couldn’t ………….. (vedere)
kept …… …….. ………….. (al buio) but you were there in front of me
I’ve been sleeping a thousand ………….. (anni) it seems
got to ………… ……… ……….. (aprire i miei occhi) to everything
without a thought without ….. …………… (una voce) without …….. …………… (un’anima)
don’t let me die ……….. (qui)
there must be something more
……….. ……. ……. ………….. (riportami in vita titolo della canzone)

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Imparare l’inglese con le canzoni “An Englishman in New York” di Sting

Ci sono canzoni perfette per una lezione di cultura e civiltà. Una di queste è “Englishman in New York” di Sting.

Sebbene Sting si prenda delle licenze poetiche nel rappresentare le abitudini degli inglesi (non sono riuscita a trovare un altro inglese che ami il pane tostato da una sola parte “I like my toast done on one side”) ci si può comunque servire di questa canzone per animare una discussione sui seguenti argomenti.

– Trovarsi in uno stato straniero (differenze proprie e degli altri, percepite come stranezze)

– Cultural shock

– Stereotipi sulle nazionalità

Sono anche possibili percorsi su obiettivi più generali , quali:

riflettere sui condizionamenti che subiamo e che ci portano a comportarci in maniera diversa da come vorremmo in realtà

riflettere su concetti che sembrano un po’ obsoleti ma che sono importanti quali la sobrietà, la gentilezza etc.

oppure obiettivi di confronto interculturale

confrontare certi valori molto americani (il diritto alla difesa personale, al possesso di armi, alle operazioni di guerra) con valori più europei (pacifismo, disarmo, maggiore difficoltà a possedere un’arma per difesa personale)

Esempi di possibili domande ed esercizi

  1. Listen to the song and make a list of all the characteristics of a typical Englishman (according to Sting)
  2. (drink tea, toast done on one side, English accent, hold a walking cane)

  3. What does the following mean: “it takes a man to suffer ignorance and smile”?
  4. What does the word “ignorance” refers to?
  5. Do you agree with Sting when he says: “be yourself no matter what they say”?
  6. Have you ever felt obliged not to be yourself? Where and when?
  7. Why can living in a foreign country be difficult?
  8. Underline the words related to violence and war. (combat gear, gun enemies)
  9. In your opinion are these words referring to the USA or Britain?
  10. Why?
  11. Underline the words related to good manners. Do you agree with Sting when he says “Gentleness, sobriety are rare in this society”.

“Englishman In New York”

I don’t drink coffee I take tea my dear
I like my toast done on one side
And you can hear it in my accent when I talk
I’m an Englishman in New York

See me walking down Fifth Avenue
A walking cane here at my side
I take it everywhere I walk
I’m an Englishman in New York

I’m an alien I’m a legal alien
I’m an Englishman in New York
I’m an alien I’m a legal alien
I’m an Englishman in New York

If, “Manners maketh man” as someone said
Then he’s the hero of the day
It takes a man to suffer ignorance and smile
Be yourself no matter what they say

I’m an alien I’m a legal alien
I’m an Englishman in New York
I’m an alien I’m a legal alien
I’m an Englishman in New York

Modesty, propriety can lead to notoriety
You could end up as the only one
Gentleness, sobriety are rare in this society
At night a candle’s brighter than the sun

Takes more than combat gear to make a man
Takes more than a license for a gun
Confront your enemies, avoid them when you can
A gentleman will walk but never run

Bohemian Rhapsody: trasformare il testo di una canzone in una serie di esercizi

Bohemian Rhapsody QUEEN

1. RIORDINA LA PAROLE
…………………. ………………… ………………… ………………… the life real this is?
…………………. …………………. …………………. ………………. fantasy just this is?
Caught in a landslide
No escape from reality
………………… ………………… ………………… open eyes yours
Look up to the skies and see
…………….. ………………… ……. ………………… ……………. just a boy poor I’m
I need no simpathy

2. COMPLETA CON LA DEFIZIONE
Because I’m easy come easy ………………… the opposite of come
Little high, little ………………… the opposite of high
Anyway ………………… blows The English for il vento
Doesn’t really matters to me

3. TRADUCI
………………… ……….. ………………… ………………… …… ………………… Mamma ho appena ucciso un uomo (usa just + il Simple Past di kill)
………………… ……….. ………………… ………………… …………… ………………… Messo una pistola contro la sua testa (usa il Simple Past di put che è put)
………………… ……………. ………………… ………………… ……………. ………………… Premuto il grilletto, adesso è morto (usa il Simple Past di pull)

Mama, life had just begun
But now I’ve gone and thrown it all away
Mama, ooo

4. COMPLETA SCEGLI TRA LE PAROLE SEGUENTI:
goodbye
my spine
the truth
cry
my time
tomorrow
nothing

I didn’t mean to make you ………………………….
If I’not back again this time ……………………….
Carry on, carry on, as if ………………….. really matters
Too late, ……….. ……………………. has come
Send shivers down ………. ………………………….
Body’s aching all the time
……………………………………….. everybody, I’ve got to go
gotta live you all behind and face …….. …………..

scarica il testo dell’esercizio dal sito di ingliscprof