Il condizionale in inglese, First Conditional.

Il condizionale del primo tipo, first conditional, in inglese è quello che usiamo quando si vuole suggerire che la situazione è reale e possibile.

Vi faccio un triste esempio:

If you really want to learn English, you need to spend some time in England. (o in un qualsiasi altro paese dove si parla inglese)

Dicevo “triste esempio” perché si tratta di una verità (quasi) assoluta, non voglio aprire qui una questione sull’apprendimento delle lingue straniere lontano dalla loro madrepatria, ma semplicemente dire che esiste una tale questione. Perché come le persone soffrono lontano dal loro paese d’origine, lo stesso succede alle lingue. Tuttavia, essendo l’inglese internazionale, ovvero persona di mondo usa ai più diversi costumi, soffre un pochino meno delle altre.

Tornando all’argomento del post, immagino che abbiate imparato lo schemino:

first conditional = if + present tense / will nella frase principale,

che è vero ma assolutamente non esaustivo. Già nell’esempio non abbiamo un futuro ma “need to”. Infatti, lo schema principale accoglie diverse possibilità di variazione, che riassumo qui sotto:

if + present + may/might

if the fog gets thicker the plane may/might be diverted.

if + present + can

If it stops raining we can go out.

If + present + must/should

if you want to lose weight you must/should eat less.

C’è inoltre la possibilità che la frase principale sia al presente, il cosidetto da alcuni e in alcune grammatiche 0 (zero) conditional.  Questo tipo di frase si usa per esprimere risultati automatici, abituali, dati di fatto, cose che sono così e basta, del tipo “se mi lasci non vale”.

if+ present + un altro present tense

if water is frozen it expands.

 

 

Esprimere Il futuro in inglese, dalla A alla Y

Questo articolo non vuole sicuramente essere esaustivo, il titolo potrebbe sembrare perlomeno ambizioso, tuttavia si tratta di un post dedicato agli studenti con un livello abbastanza alto, B2/C1, o high intermediate/advanced che dir si voglia. Non che sei sei agli inizi, tu non lo possa leggere, ma sfido chiunque non abbia già combattuto aspre battaglie con ognuna di queste forme verbali, da sole o a coppie e persino triplette, a trovarlo anche solo minimamente interessante, per non dire utile, perché sarebbe come dare un manuale per pilotare un aereo ad un cacciatore di aquiloni.

Ma se appartenete alla categoria di quelli che “linglese è facile!” allora benvenuti, anche se siete ancora alla regola della -s della terza persona singolare del Simple Present.

PREREQUISITI: conoscere le seguenti forme (o almeno la maggior parte) verbali e il loro uso principale:

  • simple present
  • will + infinito usato per le intenzioni
  • present continuous
  • be going to
  • future simple will/shall + infinito
  • future continuous
  • future perfect
  • future perfect continuous
  1. Il simple present usato come futuro

Questo lo facciamo anche in italiano, diciamo: parto stanotte; lo stesso fanno gli inglesi (o quelli che parlano inglese che poi mi si offendono gli irlandesi e affini) : I leave tonight. Tuttavia in inglese si aggiunge una sfumatura di significato, che può mettere in crisi chi sta imparando la lingua, e che va tenuta sempre presente quando parliamo di futuro in inglese, ed è l’intenzionalità.

In italiano “parto stanotte” significa semplicemente che parto stanotte ( e questo sarebbe già un punto in favore della facilità dell’italiano, ma non vorrei continuare con questa sterile polemica!) in inglese I leave tonight potrebbe significare che parto, ma non sono io che l’ho deciso, ovvero non c’è intenzionalità nel  futuro espresso con il simple present. Mentre esiste in quello espresso con il present continuous.

Per cui dobbiamo ricordare che esiste questa differenza

– futuro con present simple: I leave tonight (probabilmente non l’ho deciso io, o cmq non intendo dare informazioni sull’intenzionalità dell’azione)

– futuro con present continuous: I am leaving tonight (probabilmente l’ho deciso io, ed è quindi mia intenzione, e fa parte dei miei piani)

Vi faccio notare per onestà intellettuale quel “probabilmente”. In questo modo non sto cercando di sfuggire alla responsabilità di quello che affermo (qui lo dico e qui lo nego), voglio soltanto precisare come spesso le regole grammaticali, così tanto gradite ai prof, si trovino nel regno del probabilmente più che in quello dell’assolutamente, soprattutto dopo che avete superato il livello del principiante, dove vi hanno fatto credere più per pietà che per altro, che la grammatica fosse tutto o bianco o nero, diventando apprendenti adulti non bisogna temere di scoprire le sue 50 MILA sfumature di grigio.

2. will + infinito usato per esprimere intenzionalità nel momento in cui si prende una decisione, ovvero per azioni decise sul momento e senza premeditazione.

The phone is ringing. I’ll answer it. Sento il telefono suonare e decido in quel momento di rispondere.

Va quindi notato che se la decisione presa viene menzionata di nuovo, il parlante non userà più will, ma going to, perché il will se lo è già giocato la prima volta (la decisione è presa, ora si comunica semplicemente un’intenzione).

Ricordate che questo futuro è molto usato quando si offre aiuto, per esempio potrete stupire il vostro professore di inglese carico di libri offrendovi di aprirgli la porta così: I’ll open the door for you! Il quale potrebbe non essere poi tanto stupito, quanto oltraggiato e correggervi con il più formale: let me open the door for you, SIR. Ma, si sa, i prof sono gli esseri umani più frustrati della terra, lasciamo che si sfoghino pure con questi innocui giochetti.

3. Il present continuous con valore di futuro

I’m taking an exam in October, significa che mi sono già iscritto. E qua si potrebbe quantomeno assegnare un punto alla comodità di tale lingua. Perché se te lo dice uno in italiano, se vuoi sapere se si è già iscritto, glielo devi chiedere, in inglese è già tutto detto nel verbo! Miracoli degli anglosassoni. Inglese – italiano 1 a 0. Peccato che fossimo 3000 a 1 per l’italiano, quindi si tratta proprio di bazzecole…

Concludo il punto 3 esprimendo meglio in concetto: usiamo il present continuous con valore di futuro solo, e sottolineo solo, quando parliamo di piani già ben definiti e organizzati (con orari, date, luoghi, persone già stabiliti).

A MENO CHE…

vi eravate illusi? Un pochino anche io, lo devo ammettere, ma come al solito anche la regola apparentemente più solida comporta delle eccezioni, vi dice qualcosa il poliamore?

a meno che, dicevamo, non si tratti di azioni espresse da verbi di movimento, come arrive, come, go, leave, da verbi che indicano lo stare in posizione come stay e remain, e do e have con cibi e bevande. In questo caso, siete liberi di usare il present continuous anche se non ci sono piani già definiti, orari, date, luoghi ed etc. per esempio potete dire:

I’am going to the seaside next Saturday, anche se è pieno inverno, abitate a in Siberia e vi hanno appena bruciato la slitta e arrostito le renne.

4. be going to

questa forma è usata per esprimere INTENZIONE e fare PREVISIONI

Cominciamo con be going to usato per esprimere un intenzione.

Be going to esprime l’intenzione del soggetto di compiere un’azione in un futuro non lontano.Questa intenzione è sempre premeditata, e sono anche stati compiuti dei gesti per prepararla.

Nella frase I’m going to buy a bicycle è già implicitamente contenuta la risposta affermativa alla domanda: ma ce li hai i soldi? Che di solito sorge spontanea in italiano dopo siffatte, azzardate affermazioni. Ma ATTENZIONE, non quella che ho già preso appuntamento con il venditore, che mi sono già liberato dagli impegni per essere al negozio all’orario di apertura, che ho appena vinto l’asta online su ebay.

Confrontando il present continuous con valore di futuro e be going to per esprimere intenzione va sottolineata questa differenza:

il present continuous implica che l’azione avverà con quasi assoluta certezza, perché è stato tutto accuratamente pianificato, be going to NO.

quindi la frase

I’m meeting Tom at the station at six, è anche una risposta affermativa alla domanda: e lui lo sa?

mentre

I am going to meet Tom at the station at six, potrebbe voler dire che Tom ne sarà (piacevolmente?) sorpreso.

Altre cosette che potreste scoprire stando attenti alla forma di futuro usata è che se dopo esservi lamentati che non è finito il latte, il vostro Tom di turno vi dice I’m going to get some today, significa che se ne era già accorto e che probabilmente lo ha finito lui senza preoccuparsi della vostra colazione. Per salvare voi stessi nella medesima situazione, ricordatevi di dire I’ll get some today, che è praticamente la versione grammaticale della nota intonazione, ma davvero? Cado dalle nuvole…

Be going to, quando è usato per fare delle previsioni, suggerisce che l’evento previsto è imminente e quasi certo. Come la pioggia quando il cielo minaccia tempesta:

Look at those clouds! It’s going to rain. (lo so, lo so, è il classico esempio ma perlomeno non ci sono rischi di infrangere il copyright di nessuno)

Una previsione si può esprimere anche con will, con la differenza che con will non c’è nessuna indicazione temporale e soprattutto non ci sono segni sicuri di quello che avverrà, bensì soltanto la convinzione di chi parla.

I think that cars will fly in the future. Insomma è praticamente la forma di futuro più adatta per dire tutte le fesserie che ti pare.

Infine una nota di tristezza, se siete malati e qualcuno vi dice con aria compassionevole “don’t worry, you will be better”, datemi retta, siete spacciati!

5. future simple

Che poi non esiste un vero tempo futuro in inglese come lo intendiamo noi, cioè una forma verbale a sé stante,  viene cmq chiamato future simple il futuro con will + infinito.

L’uso più comune del future simple è quello di esprimere l’opinione di chi parla (vedi anche l’esempio sopra sulle macchine che volano). Quindi spesso è introdotto da verbi quali assume, believe, hope, know, suppose, think.

I suppose they will sell the house.

Questo tipo di futuro è usato anche per dire che qualcosa succederà, come d’abitudine.

Spring will come again.

Inoltre è molto comune nelle notizie quando si tratta di annunci o di previsioni del tempo.

The president will visit London tomorrow morning

The fog will persist in all areas.

6. future continuous

Nei manuali di inglese troverete spesso questo tempo verbale con esempi simili:

This time tomorrow I will be playing tennis with Joe.

Si tratta quindi di un’azione continua collocata in un tempo futuro.

Il future continuous può essere anche usato per esprimere un futuro SENZA intenzionalità ovvero se dicessi:

I am seeing Tom tomorrow. Sto dicendo che il vedere Tom domani è frutto di una decisione, di un piano (mio o di Tom).

MENTRE

I will be seeing Tom tomorrow, significa semplicemente che lo vedrò e basta.

7. future perfect

Se state sbuffando per l’ennesimo punto di questo post, forse non avete visto che ce n’è pure un altro. Questo per dire che vi capisco e allo stesso tempo che vi manca poco e poi potrete dire anche voi di conoscere il futuro inglese dalla A alla Y, che sono sempre delle soddisfazioni.

Per farla semplice dirò che questo futuro si trova quasi sempre in frasi che cominciano con by: by then, by that time, by the 24th.

es: By the end of next month he will have been here for ten years.

A parte che è lungo e spezzettato (ma in italiano non ci troveremmo meglio se dovessimo dire la stessa cosa) impone anche una certa capacità di ragionamento da tenere attivo per l’inter frase, in senso grammaticale. Cioè si tratta di immaginare che in un certo momento del futuro, ci sarà un avvenimento che è anch’esso situato in un tempo futuro, ma precedente al primo futuro menzionato… Insomma è come il nostro futuro anteriore, se poi non avete mai capito neppure quello, allora usate un tempo futuro alla volta, specificate quale viene prima e quale dopo e il gioco è fatto.

8. future perfect continuous

è un po’  come il future perfect, e si può usare al suo posto quando l’azione è continua e si vuole mettere l’enfasi proprio sul fatto che è continua.

By the end of the month he will have been working here for ten years.

Un po’ come dire da BEN dieci anni. L’intonazione da usare, la lascio alla vostra libera interpretazione.

Ecco fatto!

 

Gli articoli a/an e the

Nuovo post di grammatica sugli articoli determinativi e indeterminativi inglesi.
Lo trovate anche sul mio sito
assieme ad un esercizio.

Nonostante siano soltanto tre a/an indeterminativi e the determinativo, gli articoli inglesi sono un argomento piuttosto ostico della grammatica inglese, non per la forma appunto, quanto per il loro uso. Ci può consolare il fatto che sbagliare l’uso dell’articolo non compromette quasi mai la comprensione della frase. Tuttavia, se ci teniamo a parlare e a scrivere in un inglese corretto, è necessario conoscere alcune regole.

Cominciamo con l’articolo indeterminativo che ha due forme a/an.
a davanti a parole che iniziano con:

una consonante: a doctor, a friend, a man, a yacht
h aspirata: a house, a holiday, a hand
il suono /ju/: a university, a euro

an davanti a parole che iniziano con:

una vocale: an engineer, an old house, an elephant
h muta: an hour, an heir

Ricordiamoci che l’articolo indeterminativo a/an si usa davanti a sostantivi numerabili singolari, per indicare uno fra tanti. Per l’uso degli articoli davanti ai sostantivi numerabili (countable) e non numerabili (uncountable) leggi la tabella seguente.

a/an the no article
singular countable cat a cat the cat
plural countable cats the cats cats
uncountable water the water water

Vediamo ora l’uso dell’articolo a/an nel dettaglio dei singoli casi.
a/an si usa:

– Davanti a un sostantivo numerabile, quando se ne parla per la prima volta, e non rappresenta una persona o una cosa in particolare.
es: They live in a flat.
– Davanti a sostantivi singolari usati per rappresentare un’intera classe di cose.
es: A child needs love. (in italiano useremo il plurale con l’articolo determinativo, I bambini hanno bisogno d’amore.)
– Con i nomi delle professioni.
es: He is an actor.
Per indicare certe quantita.
es: This olive oil costs 12 euro a litre.
– Nelle esclamazioni prima di un nome singolare.
es: What a beautiful girl!
– Davanti a Mr/Mrs/Miss + cognome per indicare che non si conosce la persona.
a Mr Smith (un certo signor Smith)
Mr Smith (il signor Smith)

Passiamo ora all’articolto determinativo the.

L’articolo the si usa per tutti i sostantivi sia singolari, sia plurali di tutti i generi.
the boy the girl the day
the boys the girls the days

Vediamo ora nel dettaglio quando si usa l’articolo determinativo the

– Davanti ai sostantivi per indicare persone o oggetti specifici, noti a chi parla.
Do you remember to buy the books? (Quei libri particolari di cui abbiamo parlato)
Books are expensive. (I libri in generale)
– Davanti a un oggetto o a un gruppo di oggetti considerati unici.
the sea, the earth, the sky
– Davanti a un sostantivo singolare quando rappresenta una categoria di animali o di cose.
The whale is in danger of becoming extinct.
The oboe is a wind instrument.
– Davanti ad un aggettivo per rappresentare un’intera categoria di persone
The old (gli anziani in generale)
– Davanti ai nomi plurali di nazioni, isole e catene montuose.
The Netherlands
The Azores
The Alps

– I nomi di oceani, mari, fiumi, deserti, e i punti cardinali
The Atlantic
The Mediterranean
The Thames
The South

– I nomi di Paesi o Stati che comprendono le parole republic, union, kingdom o states:
The United Kingdom
The United States
The Republic of San Marino

Ora passiamo ai casi in cui l’articolo the NON si usa:

Non si usa l’articolo determinativo the:

– quando si parla in senso generico.
Women are expected to like babies. (le donne in generale)
– davanti alle lingue, materie di studio, gli sport, i pasti, i colori, le malattie
French is a wonderful language.
I like Geography.
Football is a popular sport in Italy.
Dinner is at 6 o’clock.

– davanti ai nomi astratti
Men fear death.
– davanti a parti del corpo e capi di abbigliamento, davanti ai quali è preferibile usare l’aggettivo possessivo.
Raise your right hand.
He took off his coat.

Una piccola nota sulla pronuncia di the

Davanti a consonante o suono consonantico the si pronuncia /ðə/ (the sea = /ðə’si:/)
Davanti a vocale o h muta si pronuncia /ði:/ (the hour = /ði:’aʊə/)

Il plurale dei sostantivi

Il plurale dei sostantivi

Come è universalmente conosciuto in inglese il plurale dei sostantivi si forma aggiungendo una s al singolare.
es: book → books

Tuttavia, alcuni sostantivi che terminano con un suono che non cambierebbe con la sola aggiunta di una s (pensate a come si potrebbe pronunciare boxs) aggiungono es. Sono le parole che terminano in ch, s, sh, ss, x, z
es: box → boxes
bus → buses

Normalmente anche i sostantivi che terminano in o
aggiungono es. es: potato → potatoes.
Fanno eccezione le abbreviazioni e le parole di origine straniera.
es: video → videos
disco → discos

I sostantivi che terminano in y
preceduta da consonante hanno il plurale in ies. es: baby → babies.
opportunity → opportunities

Alcuni sostantivi che terminano in f o fe
hanno il plurale in ves. es: wife → wives.
knife → knives

Alcuni sostantivi hanno invece un plurale irregolare alcuni di questi sono molto comuni.
es: man → men.
woman → women

SingolarePlurale

Regolari key
book
keys
books
ch, s, sh, ss, x, z, o beach
bus
brush
beaches
buses
brushes
y preceduta da cons. city cities
f, fe leaf leaves
Irregolari child
foot
children
feet

 

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Past Simple e Present perfect a confronto.

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In ogni cultura scolastica ci sono argomenti ostici che ogni affiliato conosce, o meglio, di cui ogni apprendente, chiamiamoci così, conosce l’esistenza.
Prendiamo come esempio la celeberrima perifrastica passiva, recentemente citata in uno spot della Tim da un’improbabile prof interpretata da Belen Rodriguez. Chi di noi ha studiato latino (non Belen di sicuro) solo al sentirla nominare comincia a provare un certo disagio.
Per chi studia inglese, lo stesso effetto fastidioso, è prodotto dal confronto tra i due tempi del passato più usati: il Past Simple e il Present Perfect, appunto.

Ora, non che io conosca una soluzione semplice per farvi imparare quando usare l’uno e quando l’altro (ma poi, io lo so veramente???) ho ugualmente deciso di contribuire allo sforzo di tanti che sul web cercano di fare un po’ di chiarezza in questa giungla infame.

Prerequisiti per capire questa lezione: conoscere la forma dei due tempi.
Cominciamo col definire prima di tutto l’uso del Past Simple.

1. Regola che sembra mettervi in una botte di ferro ma che presenta almeno una fregatura (leggete attentamente il punto c ): usatelo per azioni completate nel passato in un tempo definito.

a) è presente un’espressione di tempo (qui non vi sbagliate mai, baciate i prof che vi mettono solo questo caso negli esercizi!)
I met him yesterday.
Pasteur died in 1895.
b) si chiede in che momento/giorno/periodo si è verificato un determinato fatto
When did you meet him?
c) ora una sottigliezza, quindi più attenzione: è chiaro che l’azione si è svolta in un tempo definito anche se il tempo NON è MENZIONATO. E qui vi voglio ragazzi miei, già mi immagino, con il teschio in mano: è chiaro o non è chiaro che l’azione si è svolta in un tempo definito? Questo è il dilemma. Vediamo qualche esempio di persone più titolate di noi che giurano che si tratta di azioni che si sono svolte in un tempo definito, anche se il tempo non è menzionato.
The train was ten minutes late.
How did you get your present job.
I bought this car in Montreal.
d) Spesso in uno scambio di battute, si parte da un tempo indefinito e si arriva a definirlo, e quindi di conseguenza si passa dal Present Perfect al Past Simple, in corso d’opera. Di solito riconoscete il caso, se nell’esercizio proposto è presente un dialogo come il seguente:
Where have you been? (tempo indefinito, Present Perfect)
I’ve been to the opera. (tempo indefinito, Present Perfect)
Did you enjoy it? (Il tempo si è definito, passo al Simple Past))
2. Usatelo anche quando il tempo non è menzionato, se  siete sicuri che (a) l’azione ha occupato un lasso di tempo ormai finito, o (b) si è verificata in un momento di un lasso di tempo ormai finito. Vi gira un po’ la testa? Raccoglietevi in meditazione per un paio di minuti e dedicate un insulto a tutti quelli che vi hanno sempre deriso nei vostri sforzi di apprendenti della lingua inglese con affermazioni del tipo “MA L’INGLESE E’ FACILE!” Tiè! Questo è per voi.
Ora quanche esempio per chiarire il giro di parole above.
a) Lasso di tempo conclusosi.
– He worked in that bank for four years.
(Ha lavorato in quella banca per quattro anni) lasso di tempo ormai conclusosi. Che si è concluso lo capite dal fatto che ho usato il Past Simple, lo so, osservazione tautologica, ma vi sarà più chiara in seguito quando passeremo al confronto tra i due tempi verbali.
(b) Momento preciso di un lasso di tempo conclusosi.
My grandmother once saw Queen Victoria. Siccome la Queen Victoria è passata a miglior vita da tempo, (e spero che quella deceduta non sia invece la povera nonna dell’autore dell’esempio, anche se da un rapido controllo delle date mi sa che anche la nonna non è più tra noi ) si tratta appunto di un’azione verificatasi in un momento preciso di un lasso di tempo ormai conclusosi, la vita della pur longeva regina, a voler essere ottimisti.

Continuiamo definendo l’uso del Present Perfect.

Spesso per semplificare le cose i prof risolvono il problema con questa semplicissima, ma bastardissima affermazione, dalla quale vi sentirete presi per i fondelli per tutta la vita, se non smetterete prima di praticare l’inglese: usate il Past Simple per le azioni che si sono concluse e il Present Perfect per quelle che NON si sono ancora concluse. Bello, dice uno. Che cosa me li studio a fare allora? Ecco come prendersi un bel 3 al successivo compito in classe. Comincio quindi la sfilza di regole con una palese negazione della regola succitata.

1. Usatelo quando nella frase c’è just per un’azione che si è conclusa di recente.

– He has just gone out.

E adesso vi faccio capire anche meglio perché la regolina facile facile dei nostri cari prof, che devono essere i parenti laureati in lingue di quelli dell’ INGLESE FACILE, è una grande fregatura. La stessa cosa che ho appena detto usando il Present Perfect sul fatto che il tipo è appena uscito, la devo dire usando il Simple Past se decido di menzionare quanto tempo fa il tipo è appena uscito, ovvero: he went out a few minutes ago. Come vedete dal punto di vista concettuale e persino temporale le due frasi sono identiche, ciò che le rende diverse è la presenza di quel just. Quindi cercate di ficcarvelo bene in testa così: che cosa mi ha messo il prof nella frase per fregarmi e potermi poi dire: ma non lo hai visto questo deficiente? Mi ha messo un just? Allora sicuro che ci sbatto un bel Present Perfect e glielo faccio vedere io a quello!

2. Quasi l’esatto opposto della regola numero 1 del Past Simple: si può usare il Present Perfect per azioni passate quando il tempo NON è definito. La regola va comunque meglio precisata.

a) per azioni recenti quando il tempo non è menzionato. Ma, direte voi, se non è menzionato come faccio io a sapere che è recente? Qui si va di contesto o di aiutino.

– Di contesto: I have read the instructions, but I don’t understand them. Se non le capisco adesso probabilmente ho appena finito di leggerle.

– Di aiutino: have you had breakfast? No I haven’t had it yet. La presenza di yet nella risposta(no, non l’ho ancora fatta), vi illumina sul fatto che la domanda precedente è stata posta sicuramente in un tempo vicino a quello previsto per la colazione del nostro.

b) per azioni finite di recente ma che hanno dei risultati nel presente. Anche qui si va di interpretazione, e dovete farvi aiutare dal contesto.

Tom is in hospital. He has had a bad crash. L’essere in ospedale è conseguenza del recente incidente di Tom.

3. Si usa il Present Perfect per azioni che si svolgono in un periodo di tempo non finito.  Sembra facile, ma anche questa volta bisogna prestare attenzione al contesto e a tutti gli elementi temporali che ci sono offerti nelle frasi proposte. Perché, per esempio, se io sono inglese e dico una cosa semplice semplice come “stamattina” (this morning) prima di continuare la frase e scegliere che verbo usare per informare il mio interlocutore dell’azione che ho compiuto, mi tocca guardare l’orologio per vedere se è ancora mattina (Present Perfect) o se è già scoccato il mezzogiorno, cosa che mi obbligherebbe tassativamente a usare il Past Simple. E non chiedetemi che cosa se è mezzogiorno in punto, per favore!

a) un periodo incompleto di tempo può essere indicato da: this morning/afternoon/month etc

– (at 4 p.m.) I haven’t seen Tom this afternoon.

b) un periodo incompleto di tempo può essere indicato anche dalla presenza di lately o recently. Si tratta dunque di due parole la cui presenza deve far scattare l’idea di Present Perfect.

There have been some changes recently/lately.

c) un periodo incompleto di tempo più ever, never, always, occasionally, often, several times, since.

Have you ever fallen off a horse? L’uso del Present Perfect in questa frase implica che la persona alla quale si è chiesto se è mai caduto da cavallo, va ancora a cavallo. Quindi il tempo per lui di andare a cavallo non si è ancora concluso (Il mio si è concluso quasi tragicamente molto tempo fa).

I haven’t seen him since November.

– They’ve always answered my letters.

This is the best wine I have ever drunk. (Costruzione tipica che è bene ricordarsi)

4. Il Present Perfect è usato anche per azioni che durano da un certo periodo di tempo e sono a) ancora in svolgimento, b)si concludono nel momento in cui si parla.

a) l’azione comincia nel passato e continua oltre il presente:

He has been in the army for two years. (è ancora nell’esercito)

We have waited all day. (stiamo ancora aspettando)

b) l’azione si conclude nel momento in cui si parla:

I haven’t see you for ages. (è da tanto che non ti vedo, ma ti sto vendendo adesso).

Dopo questa “rapida” introduzione possiamo passare al confronto tra i due verbi.

Present Perfect Past Simple
He has worked in that bank for four years.Lavora in quella banca da quattro anni. Da notare che in italiano usiamo il presente per tradurre questa frase, anche se istintivamente useremmo (almeno io lo userei) il passato prossimo. He worked in that bank for four years.Ha lavorato in quella banca per quattro anni. Ma adesso non ci lavora più
I’ve washed the car.Ho lavato la macchina. È ancora pulita. I washed the car. L’ho lavata sì, ma probabilmente è di nuovo sporca.
I have seen wolves in that forest.Ho visto dei lupi in quel bosco e so che è ancora possibile vederli. Quindi occhio! I saw wolves in that forest.Ho visto dei lupi in quel bosco. Ma adesso non ci sono più.
John Smith has written a number of short stories.John è ancora vivo. John Smith wrote a number of short stories.John non è più in vita.
Tom has rung up three times this morning.È ancora mattina. Tom rung up three times this morning.Non è più mattina.
It is three years since I have seen Bill.Sono tre anni che non vedo Bill. I last saw Bill three years ago.Ho visto Bill tre anni fa. Tempo definito. In generale le frasi con ago, necessitano del Past Simple.

Tutti gli esempi sono tratti dalla grammatica inglese A Practical English Grammar, edizioni Oxford.

Esercizi

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