Timotea e la tabaccaia

– Ciao, Timotea, dimmi.

– Che gomme hai?

– Hai Vigorsol e Vivident.

– Dammi le Vigorsol.

– Spetta che non vedo, metto la mano e tu mi dici… le hai?

– ?

– Le hai le Vigorsol?

– Ehm… quelle che stai toccando sono le Vigorsol…

– Fatto, sono 7o centesimi.

– Grazie, ciao.

Exit

Ma, stavamo parlando italiano?

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Leggi il testo e scrivine uno simile su un tuo amico

Antonio lo hai fatto l’esercizio?

– Sì, prof.

– Bene, leggilo.

(letto in inglese)

Il mio amico Daniel è alto e magro, ha i capelli castani e gli occhi scuri. E’ il più famoso e il più veloce. E’ felice e sympatique. Qualche volta è paziente e disonesto.

– Antonio, meno male che il tuo amico Daniel di inglese ne capisce quanto te…

Completa le frasi con le parole nel riquadro 3

Ecco il primo premio per l’esercizio generatore delle più grandi mostruosità del pianeta:

La balena è l’animale più ricco del mare.

Il ghepardo è l’animale più grande del pianeta.

La creatura più veloce è lo scarabeo rinoceronte.

Il fiume più forte dell’Africa è il Nilo.

Menzione speciale della giuria a questa frase da un altro esercizio:

Il mio amico Marco ha gli occhi castani a spazzola e i capelli blu.

Completa le frasi con le parole nel riquadro 2

Se esistesse un concorso per il generatore di frasi più flessibili, questo esercizio vincerebbe di sicuro il primo premio.

1. L’inglese è la materia intelligente di Marisa.

2. Felix non è interessato ai serpenti.

3. Marisa ha visitato numerosi luoghi affettuosi in Inghilterra.

4. I nostri amici sono piuttosto preferiti, prendono sempre bei voti.

5. Elena è una ragazza popolare, vuol bene ai suoi amici e i suoi amici le vogliono bene.

6. Marisa è molto pericolosa con i ragazzi.

Tonia e la speranza

– Tonia! C’eri venti minuti al telefono!

– Eh, e se non mi avrebbi chiamato tu, quella ci sarebbe rimasta ancora.

– AVREBBI??? MA COSA DEVO FARE IO CON TE? PERDERE LA SPERANZA?

– E mi ha detto che mi richiama pure ieri…

– DOMANI, VORRAI DIRE DOMANI! OK, ok, va bene, ho capito, non c’era bisogno di umiliarmi ulteriormente, perdo la speranza, fatto, PERSA.

Prevenzione dell’errore

– Bambini, vedete questo quadernino particolare? Si chiama rubrica.

– Miiiiiiii, che bellino!

– Ha delle letterine negli angoli, diventerà il vostro vocabolario personale.

– Eh però, che togo…

– Adesso vi detto le regole per compilare la rubrica. Regola numero uno, LE PAROLE CON LA A VANNO NELLA PAGINA CON LA A, regola numero due LE PAROLE CON LA B VANNO NELLA PAGINA DELLA B, regola numero tre LE PAROLE CON LA C…

– Eh, professoressa, e certo!

– Lo so Mauro, potrebbe sembrare un’offesa alla vostra intelligenza, e in effetti un po’ lo è però, meglio offenderla adesso che offenderla dopo che il danno è fatto, si chiama PREVENZIONE DELL’ERRORE.

Tre giorni dopo dalla rubrica di Diana

alla lettera A:

corner: angolo

hat: cappello

sock: calzino

pencil case: astuccio

.

Completa le frasi con le parole nel riquadro.

risultato tradotto dall’inglese

1. L’inglese è la materia interessata di Marisa.

2. Felix non è affettuoso con i serpenti.

3. Alex non collezionerà serpenti popolari.

4. Marisa ha visitato diversi luoghi pericolosi in Inghilterra.

5. I nostri amici sono piuttosto interessanti. Prendono sempre buoni voti.

6. Elena è una ragazza intelligente. Vuol bene ai suoi amici e i suoi amici le vogliono bene.

7. Marisa è molto interessata con i ragazzi.

RECORD zero su sette, nemmeno un aggettivo è al posto giusto, certo così è molto meno banale, lo ammetto!
sempre dello stesso genere ma da un altro esercizio

L’amore è molto più noioso dei soldi!

Alla ricerca della sillaba perduta.

Alla fine di un lungo modulo sull’esprimere la propria opinione usando comparativi e superlativi, alla vigilia della verifica, durante i cinque minuti di ripasso pre-verifica che concedo sempre (nonostante servano quanto un giorno di digiuno prima della prova costume) mentre cercavo di attirare l’attenzione di quei geniacci dei miei alunni ancora una volta sulla definizione di aggettivi lunghi e aggettivi brevi, ho visto levarsi timidamente una manina, ho visto uno sguardo perso in un mare di problemi e… ho veramente sentito quello che ho sentito?

prof… ma… che cosa è….una… sillaba????

quanto mi sono sentita stupida? e quanto in fretta mi ha risucchiato il buco nero della profondissima e inesplorabile ignoranza umana quando ho visto le facce degli altri compagni che annuivano come per dire “ah ecco sì, ecco una domanda intelligente… ma sta strapallosissima sillaba di cui tanto si parla e chi l’ha mai vista!”?

A questo punto c’era un’unica soluzione: per quel giorno decisi di rispondermi di no, di non aver sentito quello che avevo sentito, e sono andata avanti per la mia strada, mandando allo sbaraglio un esercito di soldatini disarmati.
Tuttavia, poiché dagli errori si impara, ho preso in seguito la decisione di lanciare un questionario in tutte le mie classi dal titolo:

ma… che cosa è una sillaba?
risultato: boh.
solo un alunno di terza media ci ha voluto tentare, sussurrandomi la risposta all’orecchio, per non fare brutta figura davanti a tutti quelli che avevano più dignitosamente risposto boh.

e mi ha detto:

“ma è quello… quello… A E I O U? è quello, prof, la sillaba?”