La tragedia della Costa Concordia e i disturbi di personalità

Leggendo l’incredibile cronaca del disastro della Costa Concordia non ho potuto fare a meno di chiedermi: ma che persona è questo Capitano Schettino? Uno che mentre la nave di cui è responsabile assieme alla vita di 4200 persone sta affondando riesce ad affermare che è tutto ok? Che tipo di persona è un capitano che abbandona i suoi passeggeri e si mette in salvo in tutta fretta, e poi dichiara con grande facci tosta “ho salvato la vita di migliaia di persone?”
Poi ho visto questa foto:

Francesco Schettino al comando della Concordia

e ho creduto di capire molte cose.
Guardatelo, lui davanti a tutti, in posa con il ricciolino ordinato (sono sicura che passa non poco tempo davanti allo specchio a sistemarsi i boccoli) non mi sorprenderi se fosse convinto di essere bello e pure alto, contro ogni evidenza.
Francesco Schettino è probabilmente un narciso, anzi di più è un narcisista, affetto da quel disturbo narcisistico della personalità, cito da wikipedia ” il cui sintomo principale è un deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui. Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di sé del soggetto definita ‘Sé grandioso’. Comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé […] La persona manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole.”

Esistono poi diversi tipi di narcisismo. Dopo questa intuizione ho fatto una ricerca su internet per vedere se a qualcun’altro era venuta in mente la stessa cosa e ho trovato questo articolo.

Il controverso criminologo Francesco Bruno definisce Francesco Schettino “Un narcisista, esibizionista, con un disturbo della personalita’ che lo induce a sopravvalutare le sue capacita’ e a non rendersi conto delle sue responsabilita’.”
Se avete avuto mai la fortuna di avere a che fare con questo tipo di persone, tutta la serie di azioni insensate compiute dal capitano, vi sembreranno tristemente ovvie.
Immaginate se l’impatto con lo scoglio fosse avvenuto proprio mentre il nostro era in posa plastica con tanto di binocolo in mano, come immaginate il seguito? Riuscite a vedere un uomo che riesce a rompere l’incanto della celebrazione di sé, per ammettere di aver fatto un clamoroso errore e mettere in atto tutte le misure necessarie per salvare gli altri?
O come me vedete un uomo che si spolvera la giacca, si risistema i riccioli ed esclama grande tranquillità che “è tutto OK”???
Nelle mie ricerche mi sono anche imbattuta in un forum dedicato al disturbo narcisistico di personalità. Il post si intitola “Schettino, uno di loro!”e cita la dichiarazione del comandante in cui afferma di aver salvato migliaia di vita, quando qualunque altra persona normale SAPREBBE di aver causato la MORTE di molte persone.
Queste persone vivono nella negazione, la realtà non ha importanza, i fatti sono manipolabili, tutto è ammesso purché si salvi l’immagine di sé.
Al momento dell’impatto Schettino ha negato principalmente a sé stesso la gravità della situazione, perché ammetterla avrebbe significato ammettere che LUI aveva commesso un grosso errore, e che l’immagine perfetta che aveva di sé e che pensava di trasmettere agli altri sarebbe irrimediabilmente crollata. Quindi, ha come dilatato il tempo, ha deciso consciamente che fino a quando fosse riuscito a minimizzare la gravità della situazione, la sua immagine sarebbe rimasta intatta. E sono sicura che se non ci fossero state persone SANE vicino a lui, pur di non ammettere che la nave stava affondando l’avrebbe lasciata affondare con tutti i passeggeri dentro e lui sarebbe scappato chissà dove e si sarebbe difeso chissà come, inventando scuse assurde e probabilmente trovandosi comunque delle giustificazioni e persino dei meriti, il famoso “ho salvato migliaia di persone”.

E a questo punto mi sorge spontanea una domanda: nessuno controlla la salute mentale queste persone, che hanno nelle loro mani la vita di tante gente? Ma un controllo serio! Perché Schettino probabilmente è una persona brillante, capace, magari un bravissimo comandante in momenti normali della navigazione, ma se ha agito come ha agito è chiaro per tutti che la sua personalità non è NORMALE, e non è comunque adatta a reggere una tale responsabilità. Come si possono mettere migliaia di passeggeri nelle mani di chi vede solo sé stesso?

Vorrei spostare questo ragionamento anche sulla scuola. Sappiamo benissimo che non esiste nessun tipo di controllo sulla salute mentale degli insegnanti di ogni ordine e grado. Lo stato crede di dover unicamente testare le capacità e le conoscenze di persone che poi avranno la responsabilità di formare migliaia di bambini e di ragazzi.
Risultato?
Di insegnati pazzi ne abbiamo avuto tutti almeno uno. Io ricordo con particolare “affetto” una professoressa pazza, probabilmente affetta dal disturbo sadico di personalità, anche detto sadismo.
La sua routine quotidiana consisteva nel controllare, soggiogare, umiliare, sminuire, terrorizzare tutti i suoi studenti, con una calma e una freddezza assolute. Conosceva tutte le tecniche psicologiche e comportamentali per fare di noi le sue marionette (e non parlo di bambini ma di adulti già laureati) e spesso riusciva anche a metterci gli uni contro gli altri, come animaletti spaventati che per salvarsi schiacciano i vicini.
Abbiamo provato a lamentarci con i suoi superiori (in forma riservatissima per la paura di ritorsioni) ma la risposta è stata per tutti la stessa “è una professionista bravissima, la sua azione formativa è sempre stata un successo, lavorare sodo non ha mai fatto male a nessuno!”.
Ma qui non si tratta di lavorare! Qui si tratta di difendersi da maltrattamenti psicologici svilenti, qui si tratta di aver offerto in un piatto d’argento cibo umano ad una malata di cannibalismo.
Esagero?
Io non credo.
Di insengnanti rimossi per il loro comportamento vergognoso si parla soltanto quando si arriva a casi limite (e soprattutto sessuali, che attirano immediatamente l’attenzione dell’opinione pubblica) ma di tutti quei comportamenti sommersi, attuati da persone DISTURBATE, messe in posizioni di comando e di responsabilità per le quali non sono adatte non si parla quasi mai. E anche quando emergono sono molto difficili da provare, avvengono in luoghi chiusi, le vittime sono spesso bambini e ragazzi la cui credibilità viene messa in discussione, il carnefice gode di un certo rispetto e reputazione.
Meno male che le classi sono navi che affondano solo metaforicamente, perché altrimenti di capitani Schettino ne conosceremmo molti di più.

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9 commenti su “La tragedia della Costa Concordia e i disturbi di personalità

  1. Marisa ti ringrazio di questa analisi che in effetti è molto coerente e spiega tante cose, di questo evento e di tanti altri, tra cui quello che hai citato nelle scuole!
    Grazie infinite di aver condioviso con noi questa tua ricerca!
    Ora so che c’è un’alternativa alla possibilità che questo soggetto fosse strafatto di cocaina quel venerdì 13.

  2. I disturbi della personalita’ di alcuni insegnanti.?

    I agree totally.

    Soprattutto per il fatto che la maggior parte di loro non sono rimossi per i loro comportamenti vergognosi.

  3. I disturbi degli insegnanti partono semplicemente dal pensare che la loro sia l’unica materia e che nessun altro loro collega ti darà dei compiti per casa… Poi si cresce nella “cretinità”, come il nostro insegnante di tecnologia che ci portava in laboratorio a limare il ferro anche quando metà di noi sarebbe andato a studiare informatica al trienno. 😀
    Ma in ogni caso, a parte appunto i “casi particolari” sappiamo bene che la scuola è fatta per fare pressione psicologica, a cominciare dalle interrogazioni orali su materie che non sono attinenti col percorso di studi, evidentemente fatte per ridicolizzare lo studente davanti ai suoi compagni.
    Però alla fine dei conti “tutto fa brodo”, ed essere messi in brutte situazioni fa parte della vita, per cui per certi versi ti insegna a vivere… È brutto da dire, ma è così.
    Su quell’individuo che nomini nel post non mi esprimo neanche perché mi hanno insegnato l’educazione.

    • Mi dispiace che la scuola non metta alla prova gli studenti in modi più appaganti per tutti.
      Più che sottoporti a situazioni sgradevoli, la scuola dovrebbe esporti a situazioni difficili, e insegnarti la grande soddisfazione che si prova a risolverle.

      • Be’ ma sai, è quasi considerato normale che in un istituto tecnico tu debba fare un’interrogazione in storia degna di Piero Angela… O in un liceo scientifico ottieni i crediti massimi solo se superi la media del 9 o 9.5, il che è semplicemente ridicolo perché la soglia normale è 8.5.
        Trattando così la gente è ovvio che poi molti si sentano delusi. 😉

      • Già la parola “interrogazione” alle superiori mi fa accapponare la pelle. Molta della nostra scuola è basata sul principio che imparare significhi ripetere quello che altri hanno detto, o quello che è scritto sul libro di testo. Più sei bravo a ripetere, maggiore è il voto che ricevi. Il bravo studente italiano è il ripetitore migliore. Difficilmente ho visto valorizzare il lavoro di gruppo, la creatività, il genio, i talenti personali, le nuove tecnologie, etc etc etc
        Tu sì?

      • Be’ certamente di più che in altre realtà, visto che ho fatto un ITIS. Al contrario del liceo, da noi se arrivi alla maturità con una tesina sei considerato uno “sfigato”, in senso buono. 😛 Invece quasi tutti realizzano un progetto, il che ti fa creare qualcosa di utile, e ce ne sono diverse di robe interessanti.
        Per quanto riguarda i ripetitori, sì ho visto molto bene questa situazione. 😀 Anche se il termine “interrogazione” secondo me ai tempi è stato coniato scrivendo male “interrogatorio”, che è quello che alla fine diventa.

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