Sangue e lacrime

– Ecco signora Zabronsky, tiriamo l’ultimo punto eeee fatto!
– Fatto?
– Fatto, signora. Abbiamo tolto i punti, adesso le rimetto una benda, mi raccomando non bagni la ferita per almeno due giorni, poi tolga la benda e sarà tutto a posto.
– Davvero?
– Sì, sì.
– Tolgo la benda? Faccio la doccia? Sarà tutto a posto?
– Sì, sì, tranquilla. Tra due giorni sarà tutto a posto.

Due giorni dopo, ancora con la benda.

– Sali in macchina, Timotea, e metti Argi nel seggiolino.
– Ma porca xyz@ proprio con questa macchina dovevamo venire? E proprio dietro lo dovevi mettere il seggiolino? E proprio così bassa la dovevi fare? Non lo vedi che devo strisciare…
– Dai! Metti la bambina e basta, poche storie.
– Argi, aiuta la mamma, non fare così, lo sai che ci devi stare nel seggioli… AUCH! Così cadiamo Argi! Ecco, sì, seduta, anche se strilli mamma ti deve mettere lo stesso. Le cinture, tira, vai, CLIC, fatto! Che sudata, a minimo 40 gradi.
– Fatto, Timo?
– Fatto.
– Ti sei pulita i piedi?
– No.
– Cosa aspetti?
– Devo di nuovo uscire da questa trappola???
– Ajò che è tardi! Timotea!!!
– Cosa???
– Sei piena di sangue!
– Come è possibile??? Ihhhh, eppure ho messo l’interno e due esterni e non c’era nulla fino a due secondi fa…
– E’ dalla ferita!
– Dalla ferita??? No!!! Ma come? Doveva essere tutto a posto! Non ho nemmeno tolto la benda… ecco lo sapevo è colpa di questa macchina del xyz@, infatti ho sentito uno strappo, mi ha fatto pure male, e dopo mi sono sentita umida, ma…
– Ma cosa?
– Credo di aver vissuto per alcuni secondi nella negazione…
– E hai inzuppato il sedile.
– Ceeeeeeeeee, passami un asciugamano, e adesso? Cosa faccio? Cosa facciamo? Qui continua a uscire! Cosa mi è successo???
– Cosa vuoi che ti sia successo? Si è riaperto il taglio, si è riaperto.
– Oddio, oddio, mi rimetteranno i punti, farà malissimo, non voglio!
– Ascolta, andiamo a casa e te la sistemo io, ne avrò visto.
– Ah??? Tocca, cercami una guardia medica, corri! Vaaai!

Qualche minuto dopo, dalla guardia medica

– Entrate, entrate.
– Ehm, entriamo?
– ENTRATE!
– Noi entriamo, eh, ma poi lei ci porta dalla VERA guardia medica…
– Seguitemi.
– Ecco… adesso io non vorrei mancarle di rispetto… capisco che tutti devono lavorare… ma sei lei è il medico qui… io avrei bisogno di aiuto…perdo sangue… magari ho dei punti da mettere… e lei ecco lei visibilmente è… senza ombra di dubbio… lei è la parola spa… non so che altra parola usare… io non discrimino sia chiaro… immagino che lei abbia avuto una vita dura… tanto di cappello se adesso si trova qui… ma si metta nei miei panni… insomma lei è… lei doveva essere la mia SALVEZZA… io sono nel panico, nel terrore e lei è spastico???? Come fa a mettermi non dico i punti adesso, ma neanche un cerotto!!!
– Entrate che chiudo la porta.
– Non c’è nessun altro? Sicuri siamo? Un infermiere, un aiutante? Aiutoooo! Stringo il pantaloncino, lo fermo io il sangue, lei non si preoccupi, ce la faccio da sola… forse posso restitere ancora per qualche minuto prima di svenire…
– Cognome?
– Zabronsky.
– Come?
– Zabronsky.
– Cosa???
– ZA-BRO-NSKY!
– Non ho capito.
– Z come… Zurigo!
– ?
– A come Ancona…
– Non capisco.
– Cosa non capisce? Le sto facendo lo SPELLING!
– ZETA, A, BI…
– Che ore sono?
– Che ore sono???
– Si sposti per favore.
– ?
– C’è l’orologio dietro di lei.
– Ah, certo, certo…
– Scriviamo: orario le tredici e dieci.
– Sì.
– Cognome?
– Zabronsky.
– ?
– Mi segua: ZETA di Zurigo, A di Ancona, ha scritto? ZETA, A ZA, ecco, faccia vedere, uhm, bello scarabocchio, tutta questa fatica… non penso che qualcuno riuscirà a decifrarlo… cmq continuiamo con calma, B di Bologna…

dieci minuti più tardi…

– E perché è venuta?
– Ma davvero non ha notato niente??? Sto perdendo sangue da una coscia, ho subito un’operazione dieci giorni fa e ….
– UNA COSA?
– Un’operazione…
– DOVE?
– Alla coscia, gliel’ho detto qui, vede…
– Intendo dove, dove? In ospedale?
– Sì, in ospedale.
– No!
– Come no, in ospedale…
– Allora NO!
– No?
– Allora non doveva venire qui! Doveva andare in ospedale!
– Ma l’ospedale dove mi hanno operato è lontano.
– Glielo hanno fatto in ospedale, deve tornare in ospedale. E’ così.
– Ma in che ospedale vado?
– Quello più vicino, signora, pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Una cosa fatta in ospedale si aggiusta in ospedale, si fa così. Noi facciamo così.
– Immagini se me lo avesse fatto una guardia medica.
– Vada, vada. Vada in ospedale. In ospedale deve andare.
– Vado, anzi corro, tocca, che se me lo avesse detto subito, avrei risparmiato mezzo litro di sangue…

– ihihihihih ohohohoh AHAHAHAH
– Timotea! Smettila di ridere.
– OHOHOH non ce eheheh IHIHIH la facci uhuhUHUH, NON CE LA FACCIO!
– Sali in macchina, smettila!
– Ahahahah, ma tu, ohohoh, come hai fatto a eheheh restare serioooo???
– Non capisco cosa ci sia da ridere, non si ride delle persone che hanno problemi.
– eheheh, non so se ti sei accorto AHAHAHAH ma sono io che ihihihih CHE HO PROBLEMI ADESSO. Sono io che ho bisogno di aiuto! ihihihihih.
– E continui? Ti ho già detto che non è bello prendere in giro i malati.
– Sniff, sniff buuuuuhuuu buhhhh, huaaaaa
– Boh! E adesso perché stai piangendo?
– Come puoi, sniff, come puoi huaaa, come puoi prensare che io faccia una cosa del genere? Buuuuhuuuuuuu
– Stai… stavi ridendo…
– Ma io non ridevo di lui! Io non sono di certo una che ride degli handicappati! Cioè dei portatori di handicap! Neppure: disabili… spe’ com’è che era? Dei diversamente abili! Mi offende che tu pensi di me una cosa simile! Che io rida dei diversamente abili, perché sono diversamente abili.
– E allora di cosa stavi ridendo?
– Come fai a non capirlo??? Ridevo della situazione! Stavo ridendo dell’assurdità della situazione!
– Io non ho visto nessuna situazione lì. C’era solo una persona malata.
– Innanzitutto, chiamarla “malata” non è corretto, e poi per quanto sia un concetto astratto, la situazione esiste, ed esiste pure l’umorismo situazionale, che consinte nel creare delle situazioni ridicole, assurde e poi eheheh, ihihihih, OHOHOHOH e poi AHAHAHAH CHE ORE SONO??? ma ti rendi conto? Io con il sangue che cola e quello SI SPOSTI CHE NON VEDO L’OROLOGIO eheheh, ihihihih. Ma nemmeno Verdone, che dico, nemmeno Pieraccioni ihi hihihih nel suo film peggiore oh oh oja che male, avrebbe osato tanto! Buhuuu mi fa maaaale.
– Dai adesso basta, calmati, asciugati le lacrime che siamo arrivati al pronto soccorso… e qui speriamo bene…

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