Sulla presunta facilità dell’inglese

Prendo spunto da un commento di Max (non me ne voglia Max, mi ha solo fatto venire in mente la cosa, non c’entra con la requisitoria che seguirà) in cui viene lodata la bravura degli inglesi nell’evitare la coniugazione dei verbi, e che mi ha riportato alla mente il luogo comune contro cui sbatto da quando ho saputo dell’esistenza di questa lingua, ovvero: l’inglese è facile! Che somiglia un po’ a “il latino è quasi uguale all’italiano” e “lo spagnolo è uguale al sardo”, di cui forse mi occuperò in altri post.
Il problema dei luoghi comuni è che sono talmente forti, che se ne fregano persino dell’evidenza. Del fatto per esempio che la maggior parte delle persone sicure della facilità dell’inglese non ne capisce nemmeno una parola (magari da’ la colpa alla pronuncia), oppure del fatto che se in Italia eliminassero il doppiaggio dei film e dei telefilm americani, andrebbero in sciopero i telespettatori, che nemmeno vogliono leggere i sottotitoli, figuriamoci capire l’inglese! Nonostante la sua facilità… eh.
Insomma, io queste evidenze le ho sempre viste, tuttavia la forza del luogo comune è ancora capace di mettermi in crisi:
l’inglese è facile
l’inglese è facile
l’inglese è facile
l’ingle…
ALLORA SONO IO LA STUPIDA!

Figuratevi quando ho cominciato a insegnarlo alle elementari e i miei alunni si rifiutavano ostinatamente di impararlo facilmente… e sommate pure l’altro luogo comune che l’umanità intera continua a ripetere (tutti tranne gli insegnanti delle elementari) e cioé che i bambini imparano in fretta.

L’inglese è facile
I bambini imparano in fretta
L’inglese è facile
I bambini impar…

ALLORA SONO IO L’INCAPACE!

Bene, ad un certo punto della mia esistenza mi sono ribellata e sono arrivata alla conclusione logica di questi tragici avvenimenti:

L’inglese non è né facile, né difficile, l’inglese è quasi IMPOSSIBILE.

Voi pensate che io stia esagerando? Continuate nella difesa del tanto amato luogo comune? OK, allora traducetemi in simultanea Thelma and Louise. Vi disturba la pronuncia del sud ovest degli Stati Uniti? Vi passo il copione e poi ne riparliamo.

Ma allora perché tutti a sostenere che l’inglese è facile? Tutti scemi? No. Tutti principianti o poco più. Tutti folgorati dal verbo che non cambia a seconda delle persone, magari dopo l’esperienza traumatizzante del francese.

I live

you live

he lives

we live

you live

they live

Mììììììììììììììììììì, toghi questi inglesi, basta ricordarsi di una -s!

Per non parlare del past simple che non cambia nemmeno alla terza persona singolare! Una festa! Quindi, concludiamo che in inglese non c’è grammatica e smettiamo di studiarla perché appunto non esiste, continuando ad avere un livello pietoso, di cui però andiamo fieri, perché perlomeno sappiamo coniugare i verbi al presente.

Sono troppo cattiva? Vi faccio un’altra domanda, allora: se è vero che in inglese non c’è grammatica, o che la sua quantità in confronto alle lingue neolatine è esigua, come mai in tutte le biblioteche delle facoltà di lingue del mondo esistono grammatiche d’inglese grandi quanto una Treccani? Saranno forse scritte in caratteri cubitali? Ripeteranno tremila volte la regola della -s alla terza persona singolare del simple present? Io le ho sfogliate e vi assicuro che non è così.

Il motivo di questo fraintendimento mondiale risiede sempre nella famosa coniugazione verbale, e nel considerare unico elemento di difficoltà di una lingua la sua morfologia (che è una parte della grammatica e non tutta la grammatica), o meglio una parte di essa, quella che ha a che fare con la flessione, l’esistenza di desinenze che cambiano la forma delle parole. In sintesi, ciò che renderebbe la lingua inglese facile è la generale fissità delle parole, la scarsità di desinenze. Ma può bastare questo per definire una lingua “facile”? Dove la mettiamo la fonologia (quella famosa pronuncia che disturba i geni dell’inglese), o la sintassi? E che cosa dire del lessico???

Come è mai possibile che la scarsità di flessione possa, nell’immaginazione collettiva, rendere semplice una lingua che ha uno dei vocabolari più vasti al mondo ed in continua espansione? E non crediate che basti studiarsi un po’ di lessico… Le parole non sono unità isolate, si accoppiano, si combinano, si fissano in posizioni specifiche, appaiono, scompaiono, vivono periodi di gloria, diventato obsolete, si arricchiscono di connotazioni lungo i secoli, diventano titoli di trasmissioni televisive, di film, partecipano alla stesura di migliaia di opere letterarie, di canzoni, di proverbi, si espandono e si contraggono, e se voi non le incontrate mentre esse vivono, avrete un vocabolario agonizzante, praticamente morto.

Ma se ancora non siete convinti, cimentatevi con la sintassi della frase inglese, vi lascio solo un esempio:

No one knows the woman I love.
No one knows I love the woman.
No one I love Knows the woman.
The woman I love knows no one.
The woman knows I love no one.
The woman knows no one I love.
I love the woman no one knows.
I love no one the woman knows.
(Alan Maley)

Sette parole soltanto, combinate in modi diversi, per otto frasi di senso compiuto. Quindi, attenti a dove mettete le parole, se non volete dire qualcosa di molto diverso!

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10 commenti su “Sulla presunta facilità dell’inglese

  1. Ecco appunto!! Già è incasinato così… pensa se avessimo dovuto anche imparare a coniugare i verbi! 😀

    P.S. uno di questi giorni lancio la campagna per l’abolizione della s per la terza persona… per gli oratori tipo “survival english” come me sarebbe già un bel passo avanti…

  2. salve Prof complimenti per il Suo blog,dopo aver letteralmente oziato per tutti gli anni della scuola mi sono finalmente laureato…mah….ecco l’amara sorpresa,la richiesta della conoscenza dell’inglese per entrare nel mondo del lavoro!
    Panico!
    mi sto mettendo sotto con film e telefilm in inglese sottotitolati nella stessa lingua,poi ho ripreso la mia vecchia (si fa per dire,non l’ho mai usata) grammatica delle superiori e sto studiando un pò.
    Ha dei suggerimenti?

  3. Più che una grammatica delle superiori, consiglio il manuale (a meno che tu non abbia chiamato grammatica il manuale).
    Se vuoi investire qualche soldo, pero, ti potresti comprare un manuale delle superiori attuale, tutti e cinque gli anni, che contenga CD audio e CD-Rom con esercizi interattivi da eseguire al computer. Il vantaggio di questi manuali, rispetto ad altri corsi, è che sono molto ben strutturati e procedono per gradi, inoltre per un universitario sono semplici, ma non troppo. Se ci riesci, fatti dare anche il libro dell’insegnante con le chiavi degli esercizi.
    Puoi anche chiedere di partecipare come uditore alle lezioni di lingua inglese della tua università. So che è possibile per gli iscritti, non so se è possibile per i già laureati.
    Altrimenti ci sono soluzioni meno economiche: ti puoi iscrivere ad una scuola di lingue, o contattare un insegnante privato, anche io do lezioni online se interessa 🙂

  4. sto usando il tsto che avevo alle superiori (al biennio,di Aricò) nel triennio ho usato il testo di preparazione per l’FCE ma è ad un livello diverso.
    se ha dei consigli sui manuali,li ascolterò volentieri.
    quella delle scuole di lingue è una soluzione che ho vagliato;il problema è che formano delle classi formate da soggetti con esigenze e preparazione differenti…un macello…
    i film secondo Lei non vanno proprio bene?

  5. Premesso non c’è bisogno di darmi del “lei” eppure con la maiuscola…
    certo che i film possono andare bene e anche le canzoni, il problema è che i film ti aiutano nella comprensione orale, ti sciolgono un po’ la lingua e ti fanno migliorare la pronuncia (americana soprattutto) per quanto riguarda l’interazione è un po’ diverso, i personaggi dei film non ti fanno domande e non ti rispondono.
    Per parlare una lingua ci vuole qualcuno che la parli con te, e poi ci vuole un continuo ripasso della grammatica, anche se lo fai mentre usi la lingua,e un metodo che vada per gradi.
    Insomma, continua a guardare film, che oltre ad essere utile è pure bello, ma non aspettarti che sia sufficiente, a meno che non riesca a trovare la battuta giusta per ogni situazione!
    Ci sono dei siti che ti permettono di incontrare altre persone che stanno studiando inglese o inglesi che studiano italiano. Ti consiglio http://www.sharedtalk.com per fare un po’ di esercizio con persone vere.

  6. vabene Prof allora passiamo al “tu” 🙂
    so che quello che mi consigli è giusto ma sono un praticante avvocato (apro e chiudo le porte per 8 ore al giorno,nulla di che 😦 )e non ho tanto tempo per esercitarmi con persone vere,(a trovarne)e poi le classi che vengono formate nelle scuole di lingua sono alquanto eterogenee e questo rischia di comprometterne l’utilità.
    quindi speravo che il metodo che mi ha suggerito a suo tempo un collega albanese che parla ormai benissimo l’italiano grazie alla tv satellitare fosse valido pure con l’inglese.
    darò uno sguardo a quel link,grazie 1000 per l’aiuto

  7. Ciao a tutti. Sono Scott. Sono il proprietario di un web-site fatto per potere aiutare la gente con lo studio di lingue straniere.

    Con il sito potrete ascoltare diversi accenti e trovare delle traduzioni.

    Ho bisogno di gente che prova e mi dice cosa ci manca sul sito. E’ nella sua infanzia.

    Per trovare degli esempi con l’accento americano segui questo link: http://speakitnow.com/pronunciation

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