Liberamente ispirato ad una cena in famiglia

– CESARE, spegni il condizionatore!

– Ma perché? C’è caldo…

– Perché cazzo abbiamo messo la zanzariera, allora?

– Lena, l’hai voluta tu la zanzariera, io non la volevo la zanzariera… sai quanta corrente avremmo potuto pagare con i soldi che ci è costata la zanzariera?

– Ah Cesare, ti volevo dire che ho cercato informazioni sui ricci di mare…

– E la mia salute dove la metti??? TI HO DETTO DI SPEGNERLO!

– Tocca, Cesare, spegnilo. Pensa alle tue figlie… SI AMMALANO CON TUTTA QUELL’ARIA DIETRO.

– NONNA! Cosa ci metti sempre in mezzo?

– Non posso pensare alle mie nipotinne?

– E SEI NOI STIAMO BENE?

– A chi penso se non penso a…

– Nonna, basta!

– Ok, ok.

– ALLORA LO SPEGNI QUELL CAZZO DI COSO?

– Spento, spento. Tutta colpa di quella zanzariera… Timotea, ne vuoi birra?

– No, grazie Cesare. Ti stavo dicendo dei ricci di mare, ho cercato informazioni…

– Prendi il bicchiere, che ti verso la birra.

– Non ne voglio.

– E’ fresca, mì!

– NON NE VOGLIO!

– Nemmeno un bicchiere?

– MAMMA!

– Oja Lena, cosa mi urli così, cosa c’è?

– Quella fetta di pane! Te la tagli in tre parti e te la fai bastare fino a domani a cena.

– Ma è pane di Ginari!

– Ma cosa cazzo di Ginari, ma cosa stai dicendo???

– Ah, non è di Ginari?

– E dove c’era scritto? E poi anche se fosse del Papa, NON TI DEVI MANGIARE TUTTA QUELLA FETTA!

– Ma è piccollina…

– Piccolina è la tua testa, ti devi scoppiare di nuovo? JUNIOR! Dio mio, questa mangia come un maiale, peggio della nonna… Prima o poi ti scoppi pure tu…

– Dicevo dei ricci di mare…

– Ma non avete caldo? Tutta colpa di quella zanzariera, non la dovevamo mettere quella zanzariera. Timotea, birra?

– E BASTA! SE TI HA DETTO CHE NON NE VUOLE! SEI PROPRIO RINCOGLIONITO. Mangiati il pesce, mangia!

– Però mi sa che io voglio quello impanato, che differenza c’è?

– Junior, ma lo sai che quando nonna aveva la tua età…

– NONNA, basta!

– Ok, ok…

– Ihihihihih

– Tonia, cosa ridi?

– Nulla, nulla.

– Che differenza c’è tra questo pesce che è impanato e quello che è cotto arrosto? E Lena?

– Che uno è congelato e l’altro è fresco. Certo tu, nemmeno la fatica di togliere due spine vuoi fare.

– Passami quello impanato allora… se non c’è nessuna differenza… tutta colpa di quella zanzariera, eh eh eh, vero Timotea?

– Io veramente stavo cercando di dirti che ho fatto delle ricerche sui RICCI.

– Sentiamo, sentiamo, non si possono raccogliere?

– Ci sono alcune regole…

– Ti verso la birra?

– NO!

– E questo pesce non se lo mangia nessuno?

– Mangiatelo tu, Cesare.

– Mi sa che io mi finisco quello impanato.

– Ci sono tre regole da seguire, per i RICCI.

– Ieri è passato il vetro, vedevi le bottiglie di birra che c’erano a casa di Giannino… ihhhh quello che si bevono questi non fa a dirlo!

– Già ti sbagli poco, Tano. Quelle non erano di Giannino.

– Oh mamma, ma se erano davanti a casa sua???

– STAI ZITTO QUANDO NON NE SAI!

– Allora questo pesce non lo vuole nessuno? Birra, Timotea?

– La prima regola è che non si devono raccogliere piccolini, minimo sette centimetri di diametro.

– E… ma sott’acqua sembrano più grandi.

– Quelle bottiglie le ha messe davanti a casa di Giannino zio Pietro.

– Zio Pietro?

– Eh, mo’ sembrano più grandi! Bella scusa!

– No, no, Tonia, è vero!

– E tu cosa ne sai che ce le ha messo zio Pietro??? Le hai controllate?

– E TU STAI ZITTO CHE GIA’ LO SO IO…

– Nonna?

– Sì, Junior?

– BASTA!

– Ok, ok.

– Ok, ok, tu con la scusa di stare zitta ti stai riempiendo come una botte.

– Ehhh, o Lena, non lo vedi come sono magrollina???

– Eja, come un ippopotamo.

– La seconda è che non se ne possono raccogliere più di 50 al giorno.

– Allora te la verso un po’ di…

– E la terza è che a maggio e giungo è vietata la raccolta. E poi non ci sono ricci maschi e ricci femmine, perché i ricci sono ermafroditi…

– Come le lumache…

– Ma sono due varietà diverse di riccio. Non dovremmo raccogliere quelli neri neri, con gli aculei lunghi, ma gli altri.

– Sott’acqua sembrano tutti uguali…

– Insomma, questo è quello che ho trovato. Adesso potete continuare.

– Hai caldo, Junior? Vero? Tutta colpa di tua madre e di quella zanzariera…

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