Facciamo che…

Dunque, mumble, mumble, vediamo un po’, con questa classe dove ero prima delle vacanze… ah sì, il presente dei verbi ordinari, non ci hanno ancora capito niente, e poi ‘sti inglesi del cavolo ma ce la dovevano proprio mettere quella -s alla terza persona singolare? Che ce l’hanno pure per fare il plurare, e quelli si confondono. They speaks English, è ovvio! Ovvio… ovvio per chi ha già capito i pronomi personali, e quanti saranno? Il trenta per cento? Per non parlare della forma interrogativa, ceeeeee, lo sapevo che sarebbe successo, adesso invertono soggetto e verbo come per il verbo essere, del resto ci hanno messo due mesi per impararlo, cosa fai adesso, non lo sfrutti? Speak they English? E cosa vuol dire do? Un po’ hanno ragione, questo do/does che non vuol dire niente, se non vuol dire niente allora NON METTERCELO, cioè sprechiamo ore del nostro preziosissimo tempo per una cosa che alla fine NON HA NESSUN SIGNIFICATO. Forse sarà il caso che rispolveri i pronomi personali, giusto per prendere la rincorsa e poi fare un po’ di conversazione con i verbi ordinari…

– Good morning, class.

– Good morning, prof.

– Scusi prof, perché magari non facciamo un gioco, facciamo che lei ci chiede cosa abbiamo ricevuto per Natale e noi le diciamo tutti i i regali…

– Senti caro, facciamo un altro gioco, facciamo che sono io la prof e decido IO quello che facciamo in classe, MAGARI.

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